Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Aurelio Roverella (Cesena, 21 agosto 1748 – Bourbonne-les-Bains, 6 settembre 1812) è stato un cardinale e uomo di Curia italiano, membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Ultimo figlio del conte Carlo Roverella e di Maria Teresa Toschi, apparteneva a una famiglia patrizia originaria di Ferrara e stabilita a Cesena, dalla quale erano usciti diversi ecclesiastici. Ricevette la tonsura a Ferrara nel 1762 e proseguì la propria formazione a Roma, dove conseguì nel 1782 il dottorato in utroque iure alla Sapienza. Protetto dal concittadino Pio VI, intraprese una rapida carriera nella Curia romana.
Nel 1783 divenne referendario delle Segnature e uditore della Camera Apostolica per le cause civili; l'anno successivo fu nominato uditore della Sacra Rota Romana. Dal 1789 fu uditore del papa e protonotario apostolico supra numerum.
Pio VI lo creò cardinale nel concistoro del 21 febbraio 1794; il 12 settembre successivo gli fu assegnato il titolo dei SS. Giovanni e Paolo. Nello stesso giorno fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, della Congregazione del Concilio e della Congregazione dell'Esame dei Vescovi. Prestò il giuramento come cardinale inquisitore il 17 settembre 1794.
Nel 1795 fu nominato pro-datario e l'anno seguente camerlengo del Collegio cardinalizio. Negli ultimi anni del pontificato di Pio VI godette di particolare fiducia presso il pontefice. Durante la crisi seguita all'occupazione francese di Roma fu espulso dalla città nel 1798 e si ritirò a Ferrara. Partecipò quindi al conclave di Venezia del 1799-1800, che portò all'elezione di Pio VII.
Con il nuovo pontificato tornò a esercitare funzioni di primo piano. Nel 1800 fu nuovamente pro-datario e venne incaricato di visitare il Monte di Pietà di Roma in vista della sua riapertura. Il 27 marzo 1809 divenne cardinale vescovo di Palestrina.
La fase finale della sua carriera fu segnata dai rapporti con il regime napoleonico. Nel 1809 si recò a Parigi e, diversamente dai cosiddetti «cardinali neri», fu annoverato tra i «cardinali rossi», cioè tra i porporati che mantennero rapporti con la corte imperiale. Partecipò alle cerimonie per il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Austria e nel 1811 al Concilio nazionale di Parigi.
Morì a Bourbonne-les-Bains il 6 settembre 1812.
Bibliografia
- MORONI, vol. LIX (1852), pp. 198-200.
- François Onorati, Il ruolo del Monte di Pietà a Roma negli anni di influenza e dominio francese. Gli interventi del card. Aurelio Roverella, in Philippe Boutry et al. (a cura di), Roma negli anni di influenza e dominio francese 1798-1814. Rotture, continuità, innovazioni tra fine Settecento e inizi Ottocento, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli-Roma 2000, pp. 295-308.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1104-1105.
- Christoph Weber, Die päpstlichen Referendare 1566-1809. Chronologie und Prosopographie, Hiersemann, Stuttgart 2003-2004, vol. 3, p. 859.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]