Gentili, Antonio Saverio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Saverio Gentili (Roma, 9 febbraio 1681 - Roma, 13 marzo 1753) è stato un cardinale, consultore e membro della Congregazione dell'Indice e Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Nicola Gentili e Teresa Durso, apparteneva a una famiglia originaria di Camerino, la cui fortuna fu legata al servizio prestato dal padre presso Emilio Altieri, poi papa Clemente X. Si laureò in diritto civile e canonico alla Sapienza di Roma nel 1699. Il 12 marzo 1705 divenne referendario delle due Segnature; fu inoltre abbreviatore del Parco maggiore e, dal 1715, luogotenente dell'uditore della Camera apostolica.

La sua collaborazione con la Congregazione dell'Indice è documentata dal 20 settembre 1706, data della sua prima relazione censoria documentata, relativa agli Acta eruditorum di Lipsia. Il 7 giugno 1707 fu nominato consultore della stessa Congregazione. A quella data risale anche un suo parere su una dissertazione storico-politica di Heinrich Vagedes e Anton Albert Schott, pubblicata a Rinteln nel 1678 e dedicata alla traslazione dell'Impero romano.

Ordinato sacerdote il 1° gennaio 1727, nello stesso anno divenne arcivescovo titolare di Petra. Nel 1728 fu nominato segretario della Congregazione del Concilio e di quella dei Vescovi e Regolari. Entrò in funzione come consultore del Sant'Uffizio con il giuramento del 5 luglio 1729.

Il 17 maggio 1731 Clemente XII lo nominò datario. Creato cardinale il 24 settembre successivo, assunse la qualifica di prodatario e il 19 novembre ricevette il titolo di S. Stefano al Celio. Nello stesso giorno fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 21 novembre. Il 24 agosto 1734 fu incluso anche tra i cardinali della Congregazione dell'Indice.

Il 20 marzo 1737 divenne prefetto della Congregazione del Concilio. Durante il pontificato di Benedetto XIV ricevette ulteriori incarichi: nel 1741 la sovrintendenza dell'ospedale di S. Spirito in Sassia, nel 1742 la tesoreria generale del Collegio cardinalizio e, il 10 aprile 1747, la sede suburbicaria di Palestrina. Partecipò inoltre ai lavori della Congregazione economica istituita nel 1746, sostenendo una maggiore libertà del commercio dei grani.

Coltivò interessi eruditi e favorì incontri di studiosi nella propria abitazione. Fu protettore dell'Accademia degli Infecondi e annoverò tra i propri collaboratori Nicola Riganti e Pompeo Compagnoni. Morì a Roma il 13 marzo 1753 e fu sepolto nella chiesa di S. Venanzio dei Camerinesi.

Bibliografia

  • Dario Busolini, Gentili, Antonio Saverio, in DBI, vol. 53 (2000), pp. 253-255.
  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, Stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 255-257.
  • MORONI, vol. XXIX (1844), pp. 14-16.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 573-576.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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