Sappia, Anna Maria

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Anna Maria Sappia è stata una donna perseguitata per quietismo e proposizioni mistiche eterodosse. Era sposata con lo scrivano Giovanni Maria Borsotto. Incarcerata a Genova dal 1689, fu ritenuta responsabile di affermazioni contro la pratica sacramentale, la confessione, il culto dei santi e l’obbligo delle devozioni prescritte. Dichiarò di aver appreso tali dottrine dal defunto gesuita Fabio Ambrogio Maria Spinola, morto nel 1671. Condannata il 4 gennaio 1690 all’abiura formale e al carcere perpetuo, ottenne in seguito gli arresti domiciliari.

Bibliografia

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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