Franchi, Alessandro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Alessandro Franchi (Roma, 25 giugno 1819 – Roma, 31 luglio 1878) è stato un cardinale e diplomatico pontificio, membro della Congregazione del Sant'Uffizio e segretario di Stato di Leone XIII.

Figlio del notaio Vincenzo, proveniente da una famiglia del Frusinate, studiò nel Seminario Romano, conseguendo nel 1841 il dottorato in filosofia e teologia. Fu ordinato sacerdote il 26 marzo 1842 ed entrò al servizio della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari, passando successivamente alla Segreteria di Stato come minutante.

Nel gennaio 1853 raggiunse Madrid come incaricato d'affari della nunziatura. La missione si svolse in una fase di crescenti contrasti tra la Santa Sede e il governo spagnolo, soprattutto per la legislazione sui beni ecclesiastici. Il 16 giugno 1856 fu nominato internunzio a Firenze e il 19 giugno arcivescovo titolare di Tessalonica. In Toscana difese le prerogative ecclesiastiche contro i residui della legislazione giurisdizionalistica granducale.

Rientrato a Roma dopo la caduta dei Lorena, il 31 ottobre 1860 divenne segretario della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Nel 1867 fu incluso nella commissione politico-ecclesiastica preparatoria del Concilio Vaticano I.

Nel marzo 1868 tornò a Madrid come nunzio apostolico. La rivoluzione del settembre successivo e i provvedimenti adottati dal nuovo governo compromisero i rapporti con la Santa Sede; nel giugno 1869 lasciò la Spagna.

Durante il Vaticano I operò a favore della definizione dell'infallibilità pontificia. La sua duttilità diplomatica si accompagnava alla difesa della centralizzazione romana e non comportava un'adesione alle posizioni della minoranza conciliare. Nel 1871 fu inviato in missione straordinaria a Costantinopoli per affrontare il conflitto interno alla comunità armeno-cattolica, senza ottenere una soluzione definitiva.

Pio IX lo creò cardinale il 22 dicembre 1873. Il 10 marzo 1874 fu nominato prefetto di Propaganda Fide e il 16 marzo membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 26 marzo e conservò l'incarico fino alla morte.

Nel conclave del 1878 sostenne l'elezione di Gioacchino Pecci, che, divenuto Leone XIII, il 5 marzo lo nominò segretario di Stato. Nel breve periodo trascorso alla guida della diplomazia pontificia avviò trattative con la Germania per il superamento del Kulturkampf. La sua morte improvvisa, avvenuta in Vaticano il 31 luglio 1878, interruppe questa attività.

Bibliografia

  • Vicente Cárcel Ortí, El nuncio A. Franchi y las constituyentes de 1869, in «Hispania», 37, 1977, pp. 623-670.
  • Giuseppe Monsagrati, Franchi, Alessandro, in DBI, vol. 50, 1998.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 609-611.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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