Alborayque

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L'Alborayque, noto anche come Libro del Alborayque o Tratado del Alborayque, è un libello anonimo castigliano contro i conversos, costruito intorno alla rappresentazione del falso cristiano come creatura mostruosa. Costituisce una significativa testimonianza della propaganda antiebraica e anticonversa nella Spagna del passaggio dal Medioevo all'età moderna e del clima di sospetto nel quale si affermò l'Inquisizione spagnola.

L'identità dell'autore e la cronologia dell'opera restano discusse. Alla datazione agli anni Ottanta del Quattrocento, accolta da una parte degli studiosi, si affianca quella agli anni Sessanta, sostenuta da Jeremy Lawrance e Dwayne E. Carpenter sulla base dei riferimenti alle conversioni forzate seguite alle violenze del 1391 e alle tensioni politiche del regno di Enrico IV di Castiglia. Anche l'ipotesi di un autore di origine conversa non ha trovato conferma. La trasmissione comprende manoscritti e almeno due edizioni antiche, generalmente attribuite a tipografie sivigliane, la cui datazione rimane incerta.

Il titolo richiama al-Burāq, la cavalcatura di Maometto nella tradizione del viaggio notturno. Nel libello questa figura viene rielaborata mediante venti «segni», ai quali sono associati i vizi attribuiti ai giudaizzanti. Parti umane e animali, insieme agli elementi della bardatura, compongono un'immagine della loro presunta doppiezza: la conversione nasconderebbe l'ostilità verso il cristianesimo, mentre l'indeterminatezza del mostro esprimerebbe un'appartenenza religiosa giudicata inaffidabile. Le accuse di avidità, ipocrisia e sodomia si intrecciano con richiami biblici e profezie sull'Anticristo e sul castigo dei nemici della fede.

Il testo distingue i convertiti ritenuti sinceri da quelli battezzati per costrizione, indicati mediante il termine ebraico anusim. A questa classificazione sovrappone una geografia polemica, contrapponendo i nuovi cristiani della Vecchia Castiglia a quelli di Toledo, dell'Andalusia, dell'Estremadura e della Murcia. Tale distinzione convive tuttavia con stereotipi che coinvolgono più largamente l'ascendenza ebraica, alimentando la delegittimazione religiosa e sociale dei conversos.

La diffusione raggiunse anche ambienti artigiani e contadini. Un procedimento del 1539 davanti al Consiglio degli Ordini militari documenta a Membrilla letture pubbliche del libello, accompagnate da scherni contro i mercanti di origine conversa. Il successo della figurazione grottesca trovava così un impiego concreto nei conflitti locali per l'onore e l'accesso al potere municipale. Un esemplare dell'opuscolo riemerse nel 1992 tra i libri nascosti in una casa di Barcarrota.

Edizioni

  • Libro llamado el Alboraique, a cura di Nicolás López Martínez, in Id., Los judaizantes castellanos y la Inquisición en tiempo de Isabel la Católica, Seminario Metropolitano de Burgos, Burgos 1954, pp. 390-404.
  • Dwayne E. Carpenter (a cura di), Text and Concordance of the Tratado del Alborayque. Biblioteca Nacional de Madrid MS 17567, Hispanic Seminary of Medieval Studies, Madison 1993, microfiche.
  • Alborayque, studio introduttivo, edizione e note di Dwayne Eugène Carpenter, Editora Regional de Extremadura, Mérida 2005, 2 voll.
  • H. Salvador Martínez, Tratado del Alborayque. Estudio y edición, Ediciones Universidad de Valladolid, Valladolid 2025.

Bibliografia

  • Pilar Bravo Lledó, Miguel Fernando Gómez Vozmediano, El Alborayque. Un impreso panfletario contra los conversos fingidos de la Castilla tardomedieval, in «Historia. Instituciones. Documentos», 26, 1999, pp. 57-83.
  • Agustín Bustamante García, Alboraique. Un dato iconográfico, in «Archivo Español de Arte», 70, 280, 1997, pp. 419-426.
  • Dwayne E. Carpenter, Social Perception and Literary Portrayal: Jews and Muslims in Medieval Spanish Literature, in Vivian B. Mann, Thomas F. Glick, Jerrilynn D. Dodds (a cura di), Convivencia: Jews, Muslims, and Christians in Medieval Spain, George Braziller-The Jewish Museum, New York 1992, pp. 61-81.
  • David M. Gitlitz, Hybrid Conversos in the “Libro llamado el Alboraique”, in «Hispanic Review», 60/1, 1992, pp. 1-17.
  • David L. Graizbord, Alborayque, in DSI, vol. I, 2010, p. 31.
  • Ana Milagros Jiménez Ruiz, Anónimo, Tratado del Alboraique, in COMEDIC. Catálogo de obras medievales impresas en castellano hasta 1600, Universidad de Zaragoza, Zaragoza 2020.
  • Seth Kimmel, Conversion and Apocalypse: The Visual Archive of the Libro del alborayque, in «Romance Notes», 58/3, 2018, pp. 341-355.
  • Jeremy Lawrance, Alegoría y apocalipsis en El alboraique, in «Revista de poética medieval», 11, 2003, pp. 11-39.
  • Moshe Lazar, Anti-Jewish and Anti-Converso Propaganda: “Confutatio libri Talmud” and “Alboraique”, in Moshe Lazar, Stephen Haliczer (a cura di), The Jews of Spain and the Expulsion of 1492, Labyrinthos, Lancaster 1997, pp. 153-236.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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