Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Agostino Pipia (Seneghe, Oristano, 1° ottobre 1660 – Roma, 21 febbraio 1730) è stato un cardinale domenicano, maestro generale dell’Ordine dei Predicatori, segretario della Congregazione dell’Indice e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.
Cenni biografici
Entrò nell’Ordine dei Predicatori nel convento di San Martino a Oristano, appartenente alla provincia domenicana d’Aragona. Trasferitosi a Roma, insegnò teologia nel convento di Santa Maria sopra Minerva, avviando una lunga attività al servizio delle congregazioni incaricate del controllo dottrinale e della censura libraria.
Nel 1700 risulta relatore della Congregazione dell’Indice, incarico per il quale era già stato proposto nel 1696. Il 6 dicembre 1702 fu autorizzato a intervenire nelle riunioni dei consultori. Il 7 ottobre 1706 prestò giuramento come qualificatore del Sant’Uffizio e il 12 maggio 1711 divenne segretario della Congregazione dell’Indice. Dal 1713 al 1720 fu inoltre professore di filosofia all’Università della Sapienza.
Nel 1720 assunse il governo dell’Ordine domenicano come vicario generale e nel 1721 ne divenne maestro generale, rimanendo in carica sino al 1725. Il 4 giugno 1721 prestò giuramento come consultore del Sant’Uffizio.
Creato cardinale da Benedetto XIII il 20 dicembre 1724, nello stesso giorno fu nominato vescovo di Osimo. Il 29 gennaio 1725 ricevette il titolo di San Sisto ed entrò nelle Congregazioni dei Vescovi e Regolari e dell’Immunità ecclesiastica. Il 27 febbraio successivo fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il giorno seguente. Il 6 marzo lasciò la segreteria della Congregazione dell’Indice. Rinunciò alla diocesi di Osimo nel 1726 e il 6 novembre 1727 fu nominato membro della Congregazione dell’Indice. Morì a Roma il 21 febbraio 1730.
Attività nella censura libraria
L’attività di Pipia nelle Congregazioni dell’Indice e del Sant’Uffizio si sviluppò attraverso incarichi di esame delle opere, valutazione teologica e direzione dei lavori. Prima di assumere la segreteria dell’Indice, intervenne su testi di esegesi biblica, controversistica religiosa e storia ecclesiastica, in un ambito che comprendeva tanto gli autori protestanti quanto le dispute interne al cattolicesimo.
Tra le opere sottoposte al suo esame figurano scritti del teologo riformato Hermann Witsius, una trattazione di Johann Conrad Dannhauer sui rapporti fra le confessioni cristiane e testi riguardanti la controversia giansenista. Si occupò inoltre di opere di Louis Thomassin, Johann Adam Osiander e Johannes Juenin. Nel 1710 esaminò una lettera polemica di Mathieu Petitdidier sulla storia dell’Ordine benedettino composta da Jean Mabillon. La successiva nomina a segretario dell’Indice e l’ingresso nel Sant’Uffizio come consultore e poi come cardinale ne consolidarono il ruolo negli organismi romani preposti alla vigilanza dottrinale.
Bibliografia
- Raymond Creytens, Les annotations secrètes du maître général Augustin Pipia O. P. sur l’examen ad gradus des dominicains italiens (1721-1724), in "Archivum Fratrum Praedicatorum", 42 (1972), pp. 167-197.
- Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LIII, Tipografia Emiliana, Venezia 1851, pp. 249-250.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010, pp. 1023-1026.
- Stefano Tabacchi, Pipia, Agostino, in DBI, vol. 84 (2015).
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]