Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Vincenzo di Bartolomeo Pucci fu un tessitore lucchese processato per eresia dalle autorità cittadine e dal tribunale vescovile. Abiurò pubblicamente nel 1569.
Abitava nella zona di Santa Maria Forisportam. Il 13 ottobre 1568 l’apprendista Iacopo Dinelli lo denunciò all’Offizio sopra la religione per alcune parole irriverenti pronunciate sull’eucaristia mentre passava la carrozza del vescovo di Lucca. Altri testimoni gli attribuirono critiche ai pellegrinaggi verso Loreto, espressioni sprezzanti sul crocifisso e sull’immagine della Madonna venerata nel santuario, nonché offese rivolte a sacerdoti e frati. Riferirono inoltre che discuteva di religione con altri lucchesi e leggeva libri proibiti.
Imprigionato alla fine di ottobre, fu sottoposto a tortura durante gli interrogatori del dicembre 1568. Il tribunale cittadino lo condannò a pagare cento scudi oppure a scontare sei mesi di carcere. La causa passò poi al vicario del vescovo, che lo interrogò nuovamente a partire dal 13 aprile 1569. Pucci spiegò di aver criticato i pellegrini anche per le insistenti richieste di elemosina e sostenne di aver parlato dell’eucaristia senza intenzione di disprezzare il sacramento. Il 27 giugno 1569 abiurò pubblicamente nella cattedrale di San Martino. Non sono note le date della sua nascita e della sua morte.
Bibliografia
- Simonetta Adorni Braccesi, Giuliano da Dezza, caciaiuolo: nuove prospettive sull’eresia a Lucca nel XVI secolo, in «Actum Luce», IX, 1-2, 1980, pp. 89-138, in part. pp. 121-122, 136.
- Simone Ragagli, Il mercante come inquisitore nella libera Lucca del Cinquecento, in Inquisizioni: percorsi di ricerca, a cura di Giovanna Paolin, Edizioni Università di Trieste, Trieste 2001, pp. 131-180, in part. pp. 145, 167, 180.
- Simone Ragagli, La Repubblica e il Sant’Uffizio. Il controllo delle coscienze nella Lucca del secolo di ferro, tesi di perfezionamento, Scuola Normale Superiore, Pisa, 2009, in particolare pp. 121-122.
- Simone Ragagli, Lucca, in DSI, vol. II, pp. 936-941, in part. p. 938.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]