Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Vincenzo Petra (Napoli, 19 novembre 1662 - Roma, 21 marzo 1747) è stato un cardinale e canonista, consultore e successivamente membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Apparteneva a una famiglia della nobiltà napoletana legata al servizio della monarchia. Era figlio di Carlo Petra, consigliere regio e duca di Vastogirardi, e di Cecilia Pepe, indicata nel DBI come Pepi. Nella sua formazione ebbe un ruolo importante lo zio Diego Petra, arcivescovo di Sorrento; un altro zio, Dionisio, fu vescovo di Capri.
Nel 1677 studiava al Collegio Romano. Proseguì la formazione a Napoli, dove conseguì il dottorato in utroque iure il 18 dicembre 1682. Intorno al 1685 esercitava l'avvocatura a Roma ed era segretario del prelato Giovanni Muto de Papazzurri, uditore della Rota. Nel 1691, durante una quarantena a Terracina, conobbe il cardinale Antonio Pignatelli, futuro Innocenzo XII. Sotto il pontificato di quest'ultimo entrò nella prelatura romana e il 24 settembre 1693 divenne referendario delle due Segnature. Nel 1700 fu luogotenente dell'uditore della Camera apostolica.
Dal 21 maggio 1706 al 1716 fu segretario della Congregazione del Concilio. Il 20 febbraio 1709 fu nominato consultore del Sant'Uffizio e prestò giuramento il 27 febbraio. Fu inoltre consultore della Penitenzieria apostolica dal 1711 e canonista dello stesso tribunale dal 1712. Ordinato sacerdote il 2 ottobre 1712, il 5 ottobre fu nominato arcivescovo titolare di Damasco e consultore della Congregazione delle Indulgenze. Nel dicembre 1715 divenne segretario della Congregazione dei Vescovi e Regolari e nel 1722 datario della Penitenzieria apostolica.
Fu creato cardinale da Benedetto XIII nel novembre 1724 e il 20 dicembre ricevette il titolo di Sant'Onofrio. Nel gennaio 1727 divenne prefetto della Congregazione di Propaganda Fide. Il 20 settembre 1729 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento il giorno successivo come cardinale inquisitore.
Nel 1730 fu prefetto della Congregazione della Visita apostolica. Nell'aprile dello stesso anno assunse ad interim l'incarico di penitenziere maggiore, nel quale fu confermato da Clemente XII il 24 luglio, conservandolo fino alla morte. Nel 1733 fu nominato camerlengo del Sacro Collegio e nel 1737 passò al titolo di San Pietro in Vincoli. Il 16 settembre 1740 divenne vescovo suburbicario di Palestrina. Morì a Roma il 21 marzo 1747 e fu sepolto nella chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani.
Alla carriera curiale affiancò una consistente produzione canonistica. La sua opera maggiore furono i Commentaria ad constitutiones apostolicas, pubblicati in cinque volumi tra il 1705 e il 1726 e successivamente ristampati a Venezia. Dedicò inoltre alla Penitenzieria apostolica il trattato De Sacra poenitentiaria apostolica, apparso in tre volumi nel 1712.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, Stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 203-205.
- Lorenzo Giustiniani, Memorie istoriche degli scrittori legali del Regno di Napoli, vol. III, Stamperia Simoniana, Napoli 1788, pp. 53-55.
- Antonio Menniti Ippolito, Petra, Vincenzo, in DBI, vol. 82 (2015).
- MORONI, vol. LII (1851), pp. 244-245.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010, pp. 993-995.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]