Gotti, Vincenzo Lodovico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Vincenzo Ludovico Gotti (Bologna, 5 settembre 1664 - Roma, 18 settembre 1742), è stato un teologo e inquisitore domenicano, cardinale e membro delle Congregazioni del Sant'Uffizio e dell'Indice.

Figlio del giurista Giacomo e di Chiara Capardi, ricevette una prima formazione presso gli scolopi e i gesuiti. Entrò nell'Ordine domenicano nel 1680 e pronunciò la professione religiosa nel 1681. Studiò filosofia e teologia in Italia, completando la propria formazione a Salamanca; fu ordinato sacerdote in Spagna nel 1688. Tornato in Italia nello stesso anno, insegnò nei collegi dell'Ordine a Mantova e a Santa Maria sopra Minerva a Roma, quindi a Bologna e a Faenza. Nel 1695 ottenne una cattedra di teologia nell'Università di Bologna e nel 1699 insegnò anche metafisica nello Studio domenicano della città. Fu maestro degli studi dal 1702 e priore del convento bolognese dal 1708 al 1710.

Il 14 marzo 1714 fu nominato vicario generale dell'Inquisizione di Bologna e il 1° agosto 1715 inquisitore di Milano. Lasciò quest'ultimo incarico nel 1717: il Sant'Uffizio ne accettò le dimissioni il 10 marzo. Nello stesso anno rinunciò alla nomina a cattedratico casanatense, senza trasferirsi a Roma, e tornò all'insegnamento a Bologna, assumendo la cattedra di apologetica. Il 24 ottobre 1719 ricevette una laurea honoris causa in teologia e fu aggregato alla facoltà teologica. Nuovamente priore di San Domenico nel 1720, fu provinciale dal 1721 al 1723.

L'esperienza inquisitoriale contribuì a indirizzare i suoi interessi verso l'apologetica e la controversia religiosa. In La vera Chiesa di Cristo dimostrata da' segni e da' dogmi (1719) confutò gli scritti del calvinista Giacomo Picenini. I censori romani inserirono nella prima edizione espressioni offensive contro l'avversario, che Gotti eliminò nella seconda edizione del 1734. Pubblicò inoltre i Colloquia theologico-polemica (1727) e la vasta Theologia scholastico-dogmatica (1727-1735), fondata sul pensiero di Tommaso d'Aquino. Negli anni successivi ampliò la propria produzione apologetica con il De eligenda inter dissentientes Christianos sententia (1734) e la Veritas religionis christianae (1735-1740).

Il 30 aprile 1728 fu creato cardinale da Benedetto XIII. Il 14 giugno ricevette il titolo di San Pancrazio e fu nominato membro delle Congregazioni dell'Indice e del Sant'Uffizio; prestò giuramento come cardinale inquisitore il 16 giugno. Nel conclave del 1740 figurò tra i papabili, ma dovette allontanarsi per malattia. Morì a Roma nel settembre 1742.

Bibliografia

  • Dario Busolini, Gotti, Vincenzo Lodovico, in DBI, vol. 58 (2002).
  • Katia Fabene, Vincenzo Ludovico Gotti e la via notarum nell’apologetica cattolica del XVII-XVIII secolo, in "ACME. Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano", 51/3, 1998, pp. 249-260.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 629-632.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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