Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Maria Bertoletti, detta la Toldina (Pilcante, circa 1656 – Brentonico, 14 marzo 1716), è stata una donna condannata a morte per stregoneria dalla giustizia secolare di Brentonico. La sua esecuzione costituisce un episodio della persistenza settecentesca della persecuzione antistregonesca nell’area alpina.
Originaria di Pilcante, presso Ala, apparteneva all’ambiente contadino. Le informazioni sulla sua vita precedente all’arresto sono limitate: rimasta vedova, si era risposata e non aveva figli. L’anno di nascita è indicativo, ricavato dall’età di circa sessant’anni attribuitale al momento del procedimento.
Una querela del 6 agosto 1715 diede avvio alla vicenda giudiziaria. Inizialmente detenuta nel castello di Avio, Maria fu successivamente trasferita a Brentonico, dove il procedimento fu condotto dal capitano Giovanni Luigi Sartori. A giudicarla fu dunque un tribunale secolare, circostanza essenziale per comprendere il contesto istituzionale della condanna ed evitare di attribuirla genericamente al Sant’Uffizio.
Le contestazioni riunivano presunti danni alle persone e alle colture con imputazioni di carattere religioso e demonologico. Maria fu accusata di infanticidi, avvelenamenti, malefici e rapporti con il demonio. La varietà degli addebiti riconduceva alla responsabilità di una sola donna eventi diversi, interpretati attraverso lo stereotipo della strega capace di colpire la comunità nelle sue risorse e nei suoi affetti. Il ricorso alla tortura condizionò le confessioni dell’imputata, che non possono essere considerate una conferma indipendente dei fatti contestati.
Nel procedimento trovò spazio anche una difesa che proponeva spiegazioni naturali degli avvenimenti attribuiti alla stregoneria. Ciò rende il caso significativo per osservare il contrasto fra interpretazioni concorrenti della disgrazia e della malattia: la spiegazione magica poteva essere contestata, ma conservava una forza sufficiente a sostenere una sentenza capitale.
Maria fu giustiziata il 14 marzo 1716 mediante decapitazione; il corpo venne quindi bruciato. La distinzione fra le due fasi dell’esecuzione è necessaria, poiché la formula corrente secondo cui sarebbe stata «bruciata viva» non descrive correttamente la sua morte.
Bibliografia
- Alessandro Caprara, Un processo per stregoneria nel Trentino di primo Settecento: il caso della Toldina di Pilcante, tesi di laurea, Università degli Studi di Trento, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 2005-2006.
- Italo Coser, La Toldina di Pilcante, in “I Quattro Vicariati e le zone limitrofe”, 2/2, 1958, pp. 42-44.
- Carlo Sartorazzi, Il processo della Toldina di Pilcante, in “I Quattro Vicariati e le zone limitrofe”, 7/2, 1963, pp. 44-51
Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]