Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Sisto Federato († 1551 ca.) fu un sacerdote savonese sospettato di simpatie per la Riforma e coinvolto nella circolazione clandestina di libri proibiti.
Parroco a Savona, era già stato oggetto di sospetti nel 1542, quando alcune testimonianze raccolte dal vicario episcopale Domenico Grimaldi lo indicarono come sostenitore di opinioni eterodosse. Secondo le deposizioni, Federato negava il Purgatorio ed era considerato da alcuni concittadini un convinto luterano. Gli venne inoltre attribuito un coinvolgimento, insieme con l'agostiniano apostata Marco Antonio da Genova, in pratiche alchemiche e in un tentativo di falsificazione monetaria. Il tribunale episcopale non approfondì tuttavia allora le accuse di carattere religioso.
Nell'estate del 1551, quando Federato era morto da pochi mesi, il vicario episcopale Antonio dei Conti di Cogorno avviò nuove indagini sul suo conto. Dalle testimonianze risultò che il sacerdote aveva diffuso opinioni considerate ereticali e fatto circolare tra amici e conoscenti otto o dieci libri sospetti o proibiti. Fra questi è attestato il Nuovo Testamento tradotto da Erasmo. Le opere furono sequestrate nella casa di un altro parroco, Antonio de Fossato, presso il quale erano conservate.
Bibliografia
- Simone Ragagli, Inquisitori e vescovi contro l'eresia nella Savona del Cinquecento, in G. Dall'Olio, A. Malena, P. Scaramella (a cura di), La fede degli italiani. Per Adriano Prosperi, vol. I, Pisa, Edizioni della Normale, 2011, pp. 153-170.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]