Silíceo, Juan Martínez

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Juan Martínez Silíceo (Villagarcía de la Torre, 1486 o 1477 – Toledo, 31 maggio 1557) è stato un arcivescovo, cardinale, filosofo e matematico spagnolo.

Cenni biografici

Nato da una famiglia di umili origini, il suo cognome originario era Guijarro (attestato anche nella variante Guijeno), che latinizzò in Siliceus, dal latino silex (selce), secondo una consuetudine diffusa negli ambienti umanistici. Nelle opere latine compare come Ioannes Martinus Siliceus, mentre in spagnolo si affermò la forma Juan Martínez Silíceo. Da questa particolarità derivano le diverse intestazioni utilizzate nei repertori biografici e bibliografici: Martínez Silíceo, Juan, Silíceo, Juan Martínez, che privilegia il nome umanistico con cui divenne maggiormente conosciuto, e Martínez Guijarro, Juan, che recupera il cognome originario.

Dopo i primi studi in Spagna, si trasferì a Parigi per perfezionarsi in filosofia, logica e matematica, inserendosi negli ambienti universitari e umanistici. Al rientro in patria fu chiamato a insegnare filosofia all'Università di Salamanca, dove acquisì una solida reputazione come docente e studioso. Pubblicò trattati di logica e matematica, tra i quali l'Ars arithmetica (1514), che contribuirono alla sua notorietà nel panorama scientifico spagnolo del tempo.

Nel 1534 fu scelto come precettore del giovane Filippo II, incarico che gli conferì grande prestigio politico ed ecclesiastico e gli permise di esercitare un'influenza diretta sulla formazione culturale e religiosa dell'erede al trono. La sua ascesa nella gerarchia ecclesiastica fu rapida: nel 1541 venne nominato vescovo di Cartagena e l'8 gennaio 1546 arcivescovo di Toledo, la più prestigiosa sede ecclesiastica spagnola, che mantenne fino alla morte.

La sua figura rimase legata in particolare alla difesa di una linea rigidamente intransigente in materia religiosa e disciplinare. In un contesto segnato dal consolidamento dell'Inquisizione spagnola e dalla diffusione degli statuti di limpieza de sangre, Silíceo si fece promotore, nel 1547, di uno statuto che escludeva i cristiani nuovi di origine ebraica e i loro discendenti dal capitolo della cattedrale di Toledo. La misura suscitò aspre controversie e opposizioni, anche all'interno del clero e della corte, coinvolgendo le autorità pontificie e la monarchia spagnola. La sua definitiva affermazione costituì una tappa fondamentale nell'istituzionalizzazione della discriminazione fondata sull'ascendenza familiare, indipendentemente dalla professione individuale della fede cattolica.

La difesa della limpieza de sangre si accompagnò all'ostilità di Silíceo verso la Compagnia di Gesù, della quale contestava anche l'ammissione di membri di origine conversa. Il suo atteggiamento rifletteva una concezione dell'ortodossia e della disciplina ecclesiastica fondata su un rigoroso controllo delle appartenenze religiose e genealogiche.

Creato cardinale da Paolo IV nel concistoro del 20 dicembre 1555, continuò a governare la Chiesa di Toledo fino alla morte, sopraggiunta il 31 maggio 1557.

Accanto alla carriera ecclesiastica, Silíceo lasciò una produzione filosofica, matematica e teologica che testimonia la sua formazione intellettuale e il suo interesse per la logica, le scienze esatte e la spiritualità cattolica nella Spagna della prima metà del Cinquecento.

Bibliografia

  • Rica Amrán, De Pedro Sarmiento a Martínez Siliceo: la «génesis» de los estatutos de limpieza de sangre, in Autour de l'Inquisition. Études sur le Saint-Office, Indigo-Université de Picardie, Paris-Amiens 2002, pp. 33-56.
  • Fernando Bravo López, El estatuto de limpieza de sangre de la catedral de Toledo. El conflicto en sus textos, 1547-1556, Editorial Universidad de Granada, Granada 2024.
  • Rafael José de Espona, El cardenal Silíceo, príncipe español de la contra-reforma, in «Anales de la Fundación Francisco Elías de Tejada», 11, 2005, pp. 41-61.
  • Isabella Ianuzzi, Mentalidad inquisitorial y jesuitas: el enfrentamiento entre el Cardenal Silíceo y la Compañía de Jesús, in «Cuadernos de Historia Moderna», 24, 2000, pp. 167-180.
  • Fabrice Quero, Juan Martínez Silíceo (1486?-1557) et la spiritualité de l'Espagne pré-tridentine, Honoré Champion, Paris 2014.
  • Hilario Rodríguez de Gracia, Documentos para la biografía del cardenal Silíceo, in «Anales Toledanos», 18, 1984, pp. 85-179.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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