Sede inquisitoriale di Treviso

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L'Inquisizione operò a Treviso sin dal XIII secolo, inizialmente nell'ambito della più vasta circoscrizione inquisitoriale della Marca Trevigiana, la cui competenza era affidata a inquisitori francescani che risiedevano prevalentemente a Venezia o a Verona. Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento l'attività inquisitoriale nella Marca fu particolarmente intensa, anche in relazione alla repressione dei movimenti ereticali e alla confisca dei beni dei condannati. Tra gli inquisitori attivi in questo periodo si segnala fra Alessandro Novello, documentato nell'esercizio dell'ufficio tra il 1293 e il 1296.

Una sede inquisitoriale stabile fu organizzata a Treviso intorno alla metà del XVI secolo, nel quadro della riorganizzazione dell'Inquisizione romana seguita all'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio nel 1542. Il primo inquisitore trevigiano di cui si ha notizia per questa fase è fra Nicolò Venieri, attestato nel 1550. L'ufficio rimase affidato ai frati minori conventuali, con sede presso il convento di San Francesco. Come gli altri tribunali inquisitoriali della Repubblica di Venezia, quello di Treviso operava sotto la direzione della Congregazione romana, ma era sottoposto anche alla vigilanza delle autorità veneziane, che rivendicavano un ruolo di controllo sull'esercizio della giurisdizione ecclesiastica.

L'attività del tribunale riguardava la repressione dell'eresia, il controllo della circolazione delle dottrine eterodosse e dei libri proibiti, nonché altre materie di competenza del Sant'Uffizio. La documentazione superstite è frammentaria. È noto un inventario di 102 procedimenti, comprendenti denunce, processi e sentenze, relativi al periodo 1530-1585. Ulteriori testimonianze si conservano negli archivi veneziani, presso l'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede e in raccolte documentarie estere. L'Archivio di Stato di Treviso conserva inoltre un piccolo nucleo archivistico relativo al Sant'Uffizio presso il convento di San Francesco, con documentazione datata 1330-1805.

Il tribunale cessò sostanzialmente la propria attività in seguito alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e fu formalmente soppresso con decreto del 28 luglio 1806, emanato dal viceré del Regno d'Italia Eugenio di Beauharnais.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Treviso

Bibliografia

  • Gerolamo Biscaro, Eretici ed inquisitori nella Marca Trevisana (1280-1308), in «Archivio Veneto», s. V, vol. XI, 1932, pp. 148-180.
  • Andrea Del Col, Organizzazione, composizione e giurisdizione dei tribunali dell'Inquisizione romana nella Repubblica di Venezia (1500-1550), in «Critica storica», 25, 1988, pp. 244-294.
  • Andrea Del Col, L'Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano 2006.
  • Andrea Del Col, Treviso, in DSI, vol. III, p. 1598.
  • Giuseppe Liberali, Documentari sulla riforma cattolica pre e post-tridentina a Treviso (1527-1577), vol. VI, La restaurazione dello «Stato Ecclesiastico», Biblioteca del Seminario Vescovile, Treviso 1974.
  • Augusto Serena, Fra gli eretici trevigiani, in «Archivio Veneto-Tridentino», s. IV, vol. III, 1923, pp. 169-202.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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