Sede inquisitoriale di Crema

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Crema, territorio sottoposto alla Repubblica di Venezia dal 1449, fu eretta in diocesi da Gregorio XIII nel 1580, con la bolla Super universas. Prima dell'istituzione di una sede inquisitoriale autonoma, la città dipendeva dall'Inquisizione di Piacenza, il cui inquisitore si avvaleva di un vicario residente a Crema.

Il primo inquisitore titolare di Crema fu nominato da Paolo V nel 1614: si trattava del domenicano fra Giovanni Maria Fiorini, in carica fino al 1616. Il tribunale, affidato stabilmente all'Ordine dei Predicatori, aveva sede presso il convento di San Domenico. Come nelle altre città del Dominio veneziano, l'attività inquisitoriale si svolgeva sotto la vigilanza delle autorità della Repubblica, mentre il vescovo manteneva proprie prerogative giudiziarie in materia di fede.

Le fonti documentano la diffusione nel Cremasco di idee eterodosse, anche di orientamento anabattista, e la presenza di individui provenienti da territori protestanti, favoriti dalla posizione strategica della città, enclave veneziana circondata dai domini spagnoli di Lombardia. L'attività del Sant'Uffizio riguardò soprattutto la repressione dell'eresia, della bestemmia, della magia e delle pratiche superstiziose, oltre alla vigilanza sui libri proibiti e sui comportamenti religiosi. Un ruolo significativo ebbero anche i procedimenti contro soldati stranieri accusati di apostasia o di adesione a confessioni non cattoliche.

La documentazione superstite è relativamente limitata, ma di notevole interesse. Presso l'Archivio Storico Diocesano di Crema si conservano 53 atti relativi al periodo 1582-1613, mentre altri 63, datati 1622-1630, si trovano nel fondo Meille della Biblioteca della Società di Studi Valdesi di Torre Pellice. Tali testimonianze permettono di ricostruire alcuni aspetti dell'attività inquisitoriale cittadina prima e dopo l'istituzione del tribunale autonomo.

Il tribunale cessò di esistere con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797. L'anno successivo fu soppresso anche il convento domenicano che ne aveva ospitato la sede, nel quadro delle trasformazioni istituzionali dell'età rivoluzionaria e napoleonica.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Crema

Bibliografia

  • Luca Ceriotti, Crema, in DSI, vol. I, p. 428.
  • Giovanni Jalla, L'Inquisizione a Crema dal 1622 al 1630, in «La Rivista Cristiana», 30, 1913, pp. 27-37.
  • Susanna Peyronel Rambaldi, Frontiere religiose e soldati in antico regime: il caso di Crema nel Seicento, in Alle frontiere della Lombardia. Politica, guerra e religione nell'età moderna, a cura di Claudio Donati, Franco Angeli, Milano 2006, pp. 19-40.
  • Marina Regazzi, Sopravvivenze d'idee riformate, superstizioni e comportamenti devianti: i processi inquisitoriali a Crema dal 1582 al 1630, in «Insula Fulcheria», 27, 1997, pp. 9-49.
  • Marina Regazzi, L'Inquisizione a Crema. Un processo del 1603, Libreria Editrice Buona Stampa, Crema 1998.
  • Federico Zuliani, Due procedimenti a carico di grigionesi presso l'Inquisizione di Crema (maggio 1623), in «Quaderni grigionitaliani», 82, 1, 2013, pp. 22-33.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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