Sede inquisitoriale di Colonia

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Colonia fu sede di uno dei pochi uffici dell’Inquisizione romana fuori dalla penisola italiana. La tradizione inquisitoriale domenicana, attestata dal 1435 e legata al convento cittadino, fu ripresa nel 1606, dopo un’interruzione nel corso del Cinquecento.

L’inquisitore collaborava con la nunziatura apostolica, istituita stabilmente nel 1584. I nunzi ricevevano a loro volta dal Sant’Uffizio facoltà per procedere contro l’eresia e assolvere nei casi riservati alla Santa Sede: le due funzioni restavano distinte, pur operando in stretto collegamento con Roma.

Particolare rilievo ebbe il controllo della produzione e del commercio librario, che interessava Colonia e la fiera di Francoforte, attraverso la segnalazione delle pubblicazioni, la diffusione dei divieti e il sequestro dei libri proibiti. La perdita di parte della documentazione processuale limita tuttavia la conoscenza dell’attività del tribunale.

L’occupazione francese del 1794 segnò la fine dell’ufficio inquisitoriale e interruppe il funzionamento locale della nunziatura.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Colonia

Bibliografia

  • Michael F. Feldkamp, Die Erforschung der Kölner Nuntiatur: Geschichte und Ausblick. Mit einem Verzeichnis der Amtsdaten der Nuntien und Administratoren (Interimsverwalter) der Kölner Nuntiatur (1584–1794), in «Archivum Historiae Pontificiae», 28, 1990, pp. 201–283.
  • Michael F. Feldkamp, Studien und Texte zur Geschichte der Kölner Nuntiatur, vol. I, Die Kölner Nuntiatur und ihr Archiv. Eine behördengeschichtliche und quellenkundliche Untersuchung, Archivio Vaticano, Città del Vaticano 1993.
  • Peter Schmidt, Colonia, in DSI, vol. I, 2010, pp. 349–350.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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