Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La presenza stabile di un inquisitore a Bergamo è attestata dagli ultimi decenni del Quattrocento: il primo nome noto è quello del domenicano fra Giovanni da Gandino (1476-1479). Il tribunale, sempre affidato all'Ordine dei Predicatori, aveva sede presso il convento di Santo Stefano e operava sotto la giurisdizione della Congregazione del Sant'Uffizio dopo la sua istituzione nel 1542.
In quanto territorio di confine, caratterizzato da intensi rapporti commerciali e culturali con la Svizzera e il mondo tedesco, Bergamo fu interessata da una significativa diffusione delle dottrine protestanti, soprattutto nella prima metà del Cinquecento. L'attività repressiva del tribunale riguardò tanto la circolazione dei libri proibiti quanto la predicazione eterodossa, coinvolgendo anche esponenti del clero e delle élite cittadine.
Il tribunale bergamasco subì forti ingerenze da parte delle autorità veneziane, rappresentate dai rettori della città, e non mancarono aspri contrasti di giurisdizione. Il caso più clamoroso si verificò nel 1550, quando Michele Ghislieri, allora inquisitore di Como e futuro papa Pio V, intervenne a Bergamo nell'ambito delle indagini contro il vescovo Vittore Soranzo, accusato di favorire la diffusione delle dottrine riformate. La missione di Ghislieri incontrò fortissime resistenze negli ambienti cittadini e nelle autorità locali, al punto che l'inquisitore fu costretto ad abbandonare precipitosamente la città in seguito a gravi minacce alla sua persona. L'episodio testimonia le tensioni tra il Sant'Uffizio romano, le autorità veneziane e gli ambienti ecclesiastici bergamaschi.
Nei secoli successivi il tribunale proseguì la propria attività, occupandosi anche della repressione delle pratiche magiche e superstiziose e della vigilanza sull'ortodossia religiosa. L'Inquisizione di Bergamo cessò di operare con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e fu definitivamente soppressa in età napoleonica, nel 1806.
L'archivio del tribunale risulta in larga parte disperso. Documentazione superstite si conserva presso gli archivi ecclesiastici e civili bergamaschi e nell'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Bergamo
Bibliografia
- Luigi Chiodi, Eresia protestante a Bergamo nella prima metà del '500 e il vescovo Vittore Soranzo. Appunti per una riconsiderazione storica, in «Rivista di storia della Chiesa in Italia», 35, 1981, pp. 456-485.
- Giulio Orazio Bravi, Note e documenti per la storia della Riforma a Bergamo (1536-1544), in «Archivio Storico Bergamasco», 11, 1986, pp. 185-228.
- Massimo Firpo, Vittore Soranzo vescovo ed eretico. Riforma della Chiesa e Inquisizione nell'Italia del Cinquecento, Laterza, Roma-Bari 2006.
- Andrea Del Col, Bergamo, in DSI, vol. I, p. 182.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Bergamo sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]