Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L'Inquisizione si impiantò a Belluno attorno al 1546, quando è documentata la presenza del primo inquisitore, il francescano conventuale fra Domenico Fortunato da Belluno. Già nel 1545, tuttavia, il tribunale vescovile aveva avviato alcuni procedimenti per sospetta eresia, tra cui quello contro un gruppo di persone di Cencenighe. Nel 1551 il tribunale inquisitoriale fu formalmente organizzato secondo le particolari disposizioni veneziane, che prevedevano la partecipazione dei rettori delle città del Dominio alla repressione dell'eresia e alla vigilanza sull'attività degli inquisitori.
Affidata stabilmente ai frati minori conventuali, la sede inquisitoriale ebbe competenza sulla diocesi di Belluno e, dalla fine del Cinquecento, anche su quella di Feltre. Quest'ultima conservò tuttavia proprie prerogative giudiziarie in materia di fede. Nel 1595 l'inquisitore bellunese fra Bonaventura Maresio intervenne nel processo contro Bartolomeo Colotto a Feltre, mentre nel 1600 inviò istruzioni al tribunale feltrino. L'attività del Sant'Uffizio riguardò principalmente la repressione dell'eterodossia religiosa, il controllo della circolazione dei libri proibiti e, in misura minore, procedimenti per stregoneria e superstizione.
Il caso più noto fu quello di Giulio Maresio, francescano conventuale originario di Belluno, processato per eresia e condannato a morte a Roma nel 1567. La sua vicenda testimonia la diffusione delle dottrine riformate negli ambienti religiosi e intellettuali bellunesi e i collegamenti di questi ultimi con Padova e con altri centri europei.
Il tribunale fu soppresso in età napoleonica, con decreto vicereale del 28 luglio 1806.
Presso gli Archivi vescovili di Belluno e Feltre si conservano importanti nuclei di documentazione inquisitoriale. A Belluno sono stati individuati 61 fascicoli processuali, relativi soprattutto al periodo 1545-1600, mentre a Feltre si conservano 104 fascicoli, datati tra il 1530 e il 1633. Si tratta prevalentemente di atti dei tribunali vescovili e inquisitoriali, mentre non risulta conservato l'archivio autonomo del Sant'Uffizio bellunese.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Belluno
Bibliografia
- Claudio Comel, Un inventario di libri dell'eretico bellunese Giulio Maresio minore conventuale, in «Quaderni per la storia dell'Università di Padova», 22-23, 1989-1990, pp. 133-172.
- Claudio Comel, Per un inventario dei libri eretici o sospetti rinvenuti nelle diocesi di Belluno e di Feltre durante il Cinquecento, in «Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore», 70, 307, 1999, pp. 83-125.
- Claudio Comel, Una lettera da Cracovia dell'eretico bellunese Giulio Maresio minore conventuale, in «Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore», 72, 317, 2001, pp. 152-190.
- Claudio Comel, Belluno e Feltre, in DSI, vol. 1, p. 170.
- Andrea Del Col, Minute a confronto con i verbali definitivi nel processo del Sant'Ufficio di Belluno contro Petri Rayther (1557), in «Quaderni di storia religiosa», 9, 2002, pp. 201-237.
Link
- Scheda sull'Inquisizione di Belluno sul sito Censimento degli archivi inquisitoriali in Italia
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Belluno sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]