D'Elci, Raniero

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS


Raniero D'Elci, noto anche come Raniero Pannocchieschi d'Elci (Firenze, 7 marzo 1670 – Roma, 22 giugno 1761), è stato un cardinale, inquisitore di Malta e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Apparteneva alla famiglia dei Pannocchieschi, conti d'Elci, ed era figlio di Filippo, marchese di Monticiano, e di Francesca Torrigiani. Suo fratello Orso Maria sposò Caterina Tempi: attraverso questo matrimonio Raniero era legato alla famiglia del cardinale Luca Tempi. Fu inoltre zio del cardinale Francesco Pannocchieschi d'Elci.

Studiò presso il Collegio Tolomei di Siena e l'Università di Pisa, conseguendo il dottorato in diritto civile e canonico a Siena il 2 agosto 1695. Trasferitosi a Roma, intraprese l'attività forense ed entrò nello stato ecclesiastico nel 1697. Fu quindi ordinato sacerdote e avviò una lunga carriera nell'amministrazione pontificia.

Ricoprì gli incarichi di referendario delle Segnature, vicelegato apostolico della Romagna a Ravenna e ponente della Congregazione della Consulta. Fu inoltre governatore di Loreto fino al 1710 e successivamente inquisitore di Malta, ufficio che mantenne fino al 1715. Entrato nella Camera apostolica come chierico, fu poi vicelegato di Avignone per un biennio e nunzio apostolico in Francia. Nel 1730 ricevette il titolo arcivescovile di Rodi.

Clemente XII lo creò cardinale in pectore il 20 dicembre 1737, pubblicandone la nomina il 23 giugno 1738. Nel frattempo, il 5 maggio 1738, era stato nominato arcivescovo di Ferrara. Il 23 luglio dello stesso anno ricevette il titolo di Santa Sabina ed entrò nelle Congregazioni dei Vescovi e Regolari, dell'Immunità ecclesiastica, della Consulta e della Visita apostolica. Rinunciò all'arcidiocesi ferrarese nel 1740, ma rimase legato pontificio a Ferrara fino al 1744. Dal gennaio di quell'anno risiedette stabilmente a Roma.

Il 10 aprile 1747 divenne vescovo suburbicario di Sabina e camerlengo del Collegio cardinalizio. Il 1° febbraio 1752 prestò giuramento come membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Due giorni dopo prestarono giuramento anche il suo teologo, il gesuita Andrea Andreucci, e il suo uditore, Domenico Palei.

Il 22 agosto 1752 fu nominato prefetto della Congregazione dell'Immunità ecclesiastica. Passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina il 9 aprile 1753 e il 26 novembre dello stesso anno assunse la presidenza della Zecca pontificia. Fu inoltre sottodecano del Collegio cardinalizio. Il 12 gennaio 1756 divenne vescovo di Ostia e Velletri; il 24 gennaio 1759 fu nominato prefetto dell'Annona.

Morì a Roma il 22 giugno 1761.

Bibliografia

  • Lorenzo Barotti, Serie de' Vescovi ed Arcivescovi di Ferrara, Francesco Pomatelli, Ferrara 1781, pp. 143-147.
  • Luisa Bertoni, D'Elci, Raniero, in DBI, vol. XXXVI (1988).
  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, Stamperia Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, pp. 282-285.
  • MORONI, vol. XIX (1843), pp. 200-201.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 412-414.

Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

thumbnail?id=1_usu8DkYtjVJReospyXXSN9GsF3XV_bi&sz=w1000
The content of this website is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) License