Portocarrero, Pedro de

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pedro de Portocarrero fu vescovo e alto funzionario della monarchia ispanica, Inquisitore generale di Spagna dal 1596 al 1599.

Proveniente dalla famiglia dei marchesi di Villanueva del Fresno, si formò diritto canonico e civile all’Università di Salamanca, di cui fu anche rettore. Fu uditore (oidor) della Cancelleria di Valladolid, reggente della Audiencia di Galicia, visitatore della Cancelleria di Valladolid e dell'Università di Santiago.
Fu quindi componente del Consiglio di Castiglia e, dal 1581, del Consiglio dell’Inquisizione.

Figura stimata per competenza giuridica, fu coinvolto anche in delicate questioni censoree, come la revisione delle opere di Luis de León, incarico che suscitò sospetti di indulgenza a causa della sua amicizia personale con l’agostiniano. Comisario general de Cruzada dal 1585 al 1588, vide declinare la propria influenza con i mutamenti politici seguiti al ritorno di Filippo II dal Portogallo, che indebolirono la fazione castellanista a cui era legato. Nominato vescovo di Calahorra (1589), lasciò la corte.

Rientrò nelle grazie del sovrano spagnolo nel 1594, quando Filippo II gli affidò la visita della Universidad de Alcalá. Fu quindi nominato vescovo di Córdoba. La sua riabilitazione politica culminò nel 1596 con la nomina a Inquisitore generale di Spagna. Il suo mandato fu tuttavia breve: la morte di Filippo II (1598) e l’ascesa del duca di Lerma determinarono la sua rapida marginalizzazione. La bolla di Clemente VIII (1599), che imponeva ai vescovi la residenza obbligatoria nelle loro diocesi senza eccezioni per gli inquisitori generali, fornì il pretesto formale per la sua rimozione.

Portocarrero morì a Cuenca il 20 settembre 1600, mentre amministrava la sede vescovile cui era stato trasferito nel 1597. Lasciò l’immagine di un alto prelato più versato nella gestione politica e amministrativa che nell’azione inquisitoriale, in un momento segnato dalla riconfigurazione delle gerarchie nella fase di transizione tra i regni di Filippo II e di Filippo III.

Bibliografia minima

  • Henar Pizarro Llorente, Portocarrero, Pedro de, in DSI, vol. III, p. 1241.
  • Alberto Acereda , Fray Luis de León y Pedro Portocarrero: tres odas del agustino al obispo de Calahorra, in "Berceo", 124, 1993, pp. 9-19.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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