Capitani, Ovidio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ovidio Capitani (Il Cairo, 1° gennaio 1930 – Bologna, 17 marzo 2012) è stato uno storico italiano, tra i maggiori studiosi della Chiesa medievale, delle eresie e del pensiero politico ed economico del Medioevo. Le sue ricerche hanno contribuito al rinnovamento degli studi sulla riforma ecclesiastica dell’XI secolo e sui rapporti tra elaborazione dottrinale, istituzioni e società, accompagnandosi a una costante riflessione critica sulla storiografia.

Biografia

Nato al Cairo da una famiglia italiana, trascorse l’infanzia in Egitto e rientrò in Italia nel 1940, stabilendosi dapprima a Napoli. Le vicende della guerra imposero ulteriori trasferimenti, segnando profondamente gli anni della sua formazione. Studiò all’Università di Roma, dove ebbe tra i suoi maestri Raffaello Morghen e Bruno Nardi. Nel 1954 si laureò con una tesi su Berengario di Tours, discussa con Morghen.

Dopo l’insegnamento a Lecce, dalla fine degli anni Sessanta svolse la propria attività all’Università di Bologna, succedendo a Eugenio Dupré Theseider e formando diverse generazioni di medievisti. Affiancò alla ricerca un intenso impegno nell’organizzazione degli studi, ricoprendo incarichi nell’Istituto storico italiano per il Medio Evo, nel Centro italiano di studi sull’alto medioevo di Spoleto, del quale fu presidente, e nel Centro di studi sulla spiritualità medievale di Todi.

Socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei dal 1990 e socio nazionale dal 2001, collaborò a lungo con l’Istituto della Enciclopedia Italiana, contribuendo al Dizionario Biografico degli Italiani, all’Enciclopedia dei Papi e all’Enciclopedia Fridericiana.

La riforma della Chiesa e il dissenso religioso

Le prime ricerche di Capitani si concentrarono su Berengario di Tours e sulle controversie eucaristiche dell’XI secolo. Gli Studi su Berengario di Tours (1966) inserirono la discussione teologica nel quadro delle trasformazioni culturali ed ecclesiastiche del tempo, affrontando il rapporto tra argomentazione razionale, tradizione e autorità.

Un nucleo centrale della sua attività fu costituito dagli studi sulla riforma ecclesiastica e su Gregorio VII. Nel saggio Esiste un’“età gregoriana”? (1965) sottopose a verifica una categoria largamente utilizzata dalla storiografia, richiamando l’esigenza di distinguere fasi, orientamenti e protagonisti del rinnovamento della Chiesa. La centralità del papato doveva essere compresa entro una vicenda più ampia, nella quale intervenivano episcopati, ambienti monastici, poteri laici e differenti concezioni dell’ordinamento cristiano.

L’interesse per le eresie si sviluppò all’interno di questa attenzione alle relazioni tra coscienza religiosa e strutture ecclesiastiche. Le raccolte L’eresia medievale (1971) e Medioevo ereticale (1977), da lui curate, offrirono strumenti di confronto tra le principali interpretazioni del dissenso medievale. Il problema ereticale veniva così affrontato considerando insieme le dottrine, le aspirazioni religiose, il contesto sociale e il confronto con la Chiesa.

Etica economica e riflessione storiografica

Un altro importante settore delle sue ricerche riguardò il pensiero economico medievale. Gli studi su Remigio de’ Girolami e le raccolte L’etica economica medievale (1974) e Una economia politica nel Medioevo (1987) contribuirono a mettere in relazione la riflessione teologica e morale con i problemi del credito, dello scambio, della ricchezza e della vita cittadina. Le discussioni sull’usura e sulla liceità delle attività economiche divenivano un osservatorio sui modi in cui la cultura ecclesiastica interpretava le trasformazioni della società.

Alla ricerca sulle fonti Capitani affiancò un confronto assiduo, talora polemico, con orientamenti e categorie della medievistica contemporanea. In Medioevo passato prossimo (1979), Una medievistica romana (1986) e Medievistica e medievisti nel secondo Novecento (2003) rifletté sui maestri, sulle tradizioni di ricerca e sui condizionamenti culturali del lavoro storico.

La sua produzione comprese inoltre studi danteschi e opere di sintesi, tra le quali la Storia dell’Italia medievale. 410-1216 (1986). L’attenzione alle idee attraverso cui gli uomini medievali interpretarono e organizzarono la propria esperienza costituisce uno dei principali elementi di continuità del suo percorso.

Opere principali

  • Esiste un’“età gregoriana”? Considerazioni sulle tendenze di una storiografia medievistica, in «Rivista di storia e letteratura religiosa», 1, 1965, pp. 454-481.
  • Studi su Berengario di Tours, Milella, Lecce 1966.
  • L’eresia medievale, a cura di Ovidio Capitani, il Mulino, Bologna 1971.
  • L’etica economica medievale, a cura di Ovidio Capitani, il Mulino, Bologna 1974.
  • Medioevo ereticale, a cura di Ovidio Capitani, il Mulino, Bologna 1977.
  • Medioevo passato prossimo. Appunti storiografici: tra due guerre e molte crisi, il Mulino, Bologna 1979.
  • Una medievistica romana, Pàtron, Bologna 1986.
  • Storia dell’Italia medievale. 410-1216, Laterza, Roma-Bari 1986.
  • Una economia politica nel Medioevo, a cura di Ovidio Capitani, Pàtron, Bologna 1987.
  • Medievistica e medievisti nel secondo Novecento. Ricordi, rassegne, interpretazioni, Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto 2003.
  • Gregorio VII. Il papa epitome della Chiesa di Roma, a cura di Berardo Pio, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto 2015.

Bibliografia

  • Maria Consiglia De Matteis, Berardo Pio (a cura di), Orientamenti e tematiche della storiografia di Ovidio Capitani. Atti del Convegno di studio, Bologna, 15-17 marzo 2013, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto 2013.
  • Isa Lori Sanfilippo (a cura di), Le storiografie di Ovidio Capitani. Giornata di studi, Roma, 13 giugno 2012, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 2013.
  • Lorenzo Paolini, L’eresia medievale nel sistema dialettico delle “consapevolezze”, in Maria Consiglia De Matteis, Berardo Pio (a cura di), Orientamenti e tematiche della storiografia di Ovidio Capitani, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto 2013, pp. 115-133.
  • Berardo Pio (a cura di), Bibliografia di Ovidio Capitani, in «Annali dell’Istituto italiano per gli studi storici», 27, 2012-2013, pp. XXV-LXIV.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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