Cappelli, Ottavio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ottavio Cappelli (Siena, 1736 – Roma, 29 gennaio 1800) fu un mistico e profeta millenarista, esponente degli Illuminati di Avignone, perseguitato dal Sant'Uffizio romano.

Avviato alla carriera ecclesiastica, dopo aver ricevuto gli ordini minori abbandonò nel 1760 la vita religiosa, dedicandosi ad attività commerciali tra Roma e Bologna. Negli anni Ottanta del Settecento entrò in contatto con gli ambienti del misticismo millenarista e, attraverso Philibert Guyton de Morveau, detto abate Brumore, aderì alla società degli Illuminati di Avignone, conosciuta anche come Nuovo Israele. Recatosi ad Avignone nel 1787, acquistò rapidamente prestigio all'interno del gruppo, sostenendo di ricevere comunicazioni soprannaturali dagli arcangeli Gabriele e Raffaele.

Tornato a Roma nel 1789, si adoperò per conferire alla società un orientamento maggiormente cattolico, pur mantenendo concezioni profetiche e millenaristiche. La sua attività di proselitismo, che coinvolse anche esponenti della nobiltà e del clero romano, attirò l'attenzione del Sant'Uffizio. Arrestato nel settembre 1790 insieme ad alcuni seguaci, nel novembre 1791 fu costretto all'abiura e condannato a sette anni di reclusione. Il commissario generale del Sant'Uffizio Tommaso Vincenzo Pani rese pubblica la condanna mediante una notificazione del 21 novembre 1791, denunciando il carattere eterodosso e potenzialmente sedizioso delle dottrine professate dal gruppo.

Graziato da Pio VI nell'agosto 1795, con l'obbligo di abbandonare lo Stato pontificio, Cappelli soggiornò successivamente in diversi paesi europei, tra cui la Russia, prima di stabilirsi a Firenze. Rientrato a Roma durante la Repubblica romana (1798-1799), dopo la sua caduta fu arrestato dalla Giunta di Stato nel novembre 1799. Accusato di aver violato il precedente esilio e di attività sovversive, fu condannato a morte e impiccato il 29 gennaio 1800. Non risulta tuttavia accertata una sua effettiva partecipazione politica al regime repubblicano.

La vicenda di Cappelli costituisce un significativo esempio dell'intreccio tra misticismo religioso, repressione inquisitoriale e conflitti politici nell'Europa della tarda età moderna.

Bibliografia

  • Renzo De Felice, Note e ricerche sugli «Illuminati» e il misticismo rivoluzionario (1789-1800), Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1960.
  • Marina Caffiero, Cappelli, Ottavio, in DBI, vol. 18 (1975).
  • Marina Caffiero, La nuova era. Miti e profezie dell'Italia in rivoluzione, Marietti, Genova 1991.
  • Marina Formica, Sudditi ribelli. Fedeltà e infedeltà politiche nella Roma di fine Settecento, Carocci, Roma 2004.
  • Massimo Cattaneo, Cappelli, Ottavio, in DSI, vol. I (2010), pp. 261-263.
  • Robert Collis, Natalie Bayer, A Wolf in Sheep's Clothing? The Rise and Fall of Ottavio Cappelli in Rome, 1789-1800, in Initiating the Millennium: The Avignon Society and Illuminism in Europe, Oxford University Press, Oxford 2020, pp. 110-134.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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