Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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L’ordalia era una prova giudiziaria nella quale l’esito di un confronto fisico o rituale veniva interpretato come manifestazione del giudizio divino. La sua applicazione mutò nel tempo e nei diversi ordinamenti: la condanna ecclesiastica del ricorso a prove di questo tipo non ne cancellò immediatamente ogni uso, né impedì che pratiche analoghe ricomparissero in forme diverse nei procedimenti contro la stregoneria.

Etimologia
Il termine italiano ordàlia deriva dal latino medievale ordalium, a sua volta dal termine anglosassone ordal, «giudizio». Designa una prova rituale alla quale una persona accusata veniva sottoposta perché l’esito fosse interpretato come manifestazione del giudizio divino.
Forme e procedure
Le ordalie medievali non costituivano un procedimento uniforme. Le modalità variavano secondo i contesti giuridici e le consuetudini locali. Le principali forme attestate nell’Europa medievale erano:
- La prova dell’acqua fredda, nella quale l’accusato, legato, veniva immerso in acqua. In alcune consuetudini l’affondamento era interpretato come segno d’innocenza e il galleggiamento come segno di colpa.
- La prova dell’acqua calda, che poteva richiedere di immergere la mano o il braccio in un recipiente d’acqua bollente, talvolta per recuperare un oggetto. L’esito veniva valutato in seguito, osservando le lesioni.
- La prova del ferro arroventato e le altre prove del fuoco, nelle quali l’accusato doveva portare un ferro incandescente o camminare su vomeri arroventati. La valutazione si fondava sulle ferite e sulla loro guarigione dopo il rito.
- La prova del boccone consacrato, detta anche corsned, da cor, «scelta, prova», e snǽd, «pezzo, boccone», nella quale l’accusato doveva inghiottire pane o formaggio benedetto. L’impossibilità di deglutire poteva essere letta come indizio di colpa.
- Il duello giudiziario, o prova combattuta, nel quale la vittoria era considerata una manifestazione del giudizio divino. È spesso accostato alle ordalie, ma si distingueva dalle prove unilaterali dell’acqua e del fuoco perché coinvolgeva due contendenti.
Le procedure potevano comprendere preghiere, benedizioni e altri atti rituali, ma non è corretto supporre che ogni prova seguisse ovunque una sequenza identica. Anche l’interpretazione dell’esito dipendeva dalle consuetudini del luogo e dalle autorità che presiedevano al giudizio.
Ordalia e repressione dell’eresia
Tra XI e XIII secolo le prove ordaliche furono impiegate in alcune vicende di repressione dell’eresia, soprattutto in aree della Francia settentrionale e dell’Impero. Le fonti riferiscono procedimenti nei quali l’ordalia servì a valutare accuse rivolte a gruppi o individui sospettati di dottrine eterodosse. Questi episodi documentano l’uso della prova in circostanze determinate, ma non inducono a considerarla una procedura ordinaria o uniforme dell’inquisizione medievale.
Nel 1114, a Soissons, alcuni sospettati furono sottoposti alla prova dell’acqua. Episodi analoghi sono attestati a Colonia nel 1143. Nel 1157, a Reims, una prova del ferro arroventato fu associata alla verifica di accuse di eresia. La lettera inviata nel 1212 da Innocenzo III al vescovo di Strasburgo mostra invece la crescente opposizione pontificia al coinvolgimento del clero nelle prove. Questi casi vanno letti nel quadro delle pratiche giudiziarie del tempo, senza sovrapporle alle forme più tarde dell’inquisizione organizzata.
La prova dell’acqua dal Medioevo all’età moderna
La prova dell’acqua fredda prevedeva che l’accusato fosse legato e immerso in un fiume, uno stagno o un altro specchio d’acqua. In alcune testimonianze, l’affondamento era interpretato come segno d’innocenza, perché l’acqua consacrata non respingeva l’accusato; il galleggiamento, al contrario, poteva essere assunto come prova di colpa. La procedura comportava un rischio concreto di annegamento. La prova dell’acqua calda seguiva una modalità diversa: si immergevano la mano o il braccio nell’acqua bollente, talvolta per recuperare un oggetto, e il giudizio veniva formulato in seguito, osservando le ferite. Nel Medioevo entrambe le forme potevano essere accompagnate da benedizioni e rituali ecclesiastici.
Fra le prove ordaliche, quella dell’acqua fredda è una delle poche a ricomparire in età moderna, in particolare nei processi per stregoneria dell’Europa settentrionale e centro-orientale. La continuità della tecnica non equivale però alla permanenza del medesimo istituto giuridico e religioso. Nei processi moderni lo swimming fu impiegato in contesti locali, spesso secolari, e con funzioni che potevano differire dall’ordalia medievale. La storiografia ha perciò distinto la prova medievale, fondata sul giudizio divino e inserita in un rituale cristiano, dalle successive pratiche di immersione e galleggiamento, che potevano operare come strumenti di selezione degli accusati o precedere ulteriori forme di coercizione.
Le fonti documentano casi di questo genere in contesti diversi. Nella Confederazione polacco-lituana la prova fu praticata in processi per stregoneria fra XVI e XVIII secolo. Gli studi di Jacek Wijaczka esaminano, fra gli altri, episodi avvenuti a Łobżenica nel 1686, a Nowe nad Wisłą nel 1701 e a Gniezno nel 1753. In Norvegia, Margrette Jonsdatter fu sottoposta alla prova nel 1663, durante un procedimento locale per stregoneria. Questi casi attestano la persistenza moderna della prova dell’acqua in procedimenti secolari, senza però considerarli una diretta mutuazione medievale.
Il divieto ecclesiastico
Il canone 18 del IV concilio Lateranense, celebrato nel 1215, vietò ai chierici di partecipare alle prove del ferro arroventato e dell’acqua calda o fredda, impedendo loro di impartire benedizioni e consacrazioni connesse a tali pratiche.
Nec quisquam purgationi aquæ ferventis vel frigidæ seu ferri candentis ritum cuiuslibet benedictionis aut consecrationis impendat, salvis nihilominus prohibitionibus de monomachiis sive duellis antea promulgatis.
Il provvedimento colpiva in modo diretto il sostegno rituale del clero e non va tradotto automaticamente come un divieto universale di ogni prova ordalica da parte delle autorità secolari. La cessazione delle pratiche fu graduale e non identica in tutti i territori.
Fonti
- Annales Brunwilarenses, a cura di Georg Heinrich Pertz, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, vol. 16, Hahn, Hannover 1859, p. 727.
- Concilium Lateranense IV (1215), can. 18.
- Concilium Remense (1157), can. 1, in Giovanni Domenico Mansi (a cura di), Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, vol. 21, Antonio Zatta, Venezia 1776, col. 843.
- Everwinus Steinfeldensis, Epistola ad Bernardum (1143), in Jacques-Paul Migne (a cura di), Patrologiae cursus completus. Series Latina, vol. 182, Migne, Paris 1854, coll. 676-680.
- Guibert de Nogent, Autobiographie, introduzione, edizione e traduzione a cura di Edmond-René Labande, Les Belles Lettres, Paris 1981.
- Innocenzo III, Epistola XIV, 138 (1212), in Jacques-Paul Migne (a cura di), Patrologiae cursus completus. Series Latina, vol. 216, Migne, Paris 1855, col. 502.
Bibliografia
- Robert Bartlett, Trial by Fire and Water. The Medieval Judicial Ordeal, Clarendon Press, Oxford 1986.
- Anne Brenon, La lettre d’Evervin de Steinfeld à Bernard de Clairvaux de 1143. Un document essentiel et méconnu, in «Heresis», 25, 1995, pp. 7-28.
- Marco Cavina, La prova mistica dell’acqua fredda. Diritto tradizionale, diritto dotto e stregoneria (secc. XVI-XVII), in «Historia et ius», 21, 2022, paper 2, pp. 1-26, DOI: 10.32064/21.2022.02.
- Heikki Pihlajamäki, “Swimming the Witch, Pricking for the Devil’s Mark”: Ordeals in the Early Modern Witchcraft Trials, in «The Journal of Legal History», 21/2, 2000, pp. 35-58.
- Marc Suttor, L’identification de l’hérétique et l’attitude de l’Église dans le Nord du Royaume et l’Empire, in «Heresis», 36-37, 2002, pp. 219-237.
- Raisa Maria Toivo, Liv Helene Willumsen, A Narratological Approach to Witchcraft Trial Records: Creating Experience, in «Scandinavian Journal of History», 47/1, 2022, pp. 39-61, DOI: 10.1080/03468755.2021.2014953.
- Jacek Wijaczka, The Cold Water Ordeal (Swimming) in Witchcraft Accusations and Trials in the Polish-Lithuanian Commonwealth in the Sixteenth–Eighteenth Centuries, in «Odrodzenie i Reformacja w Polsce», 60, numero speciale, 2016, pp. 149-187.
- Richard Caton Woodville, The Ordeal of Cold Water, illustrazione in Walter Victor Hutchinson (a cura di), Hutchinson’s Story of the British Nation. A Connected, Pictorial, and Authoritative History of the British Peoples from the Earliest Times to the Present Day, vol. I, Hutchinson & Co., London 1922-1924.
Article written by Alessandro Giaquinto | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]