Rodino, Nicolò

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicolò Rodino (1562-1625) fu un notaio e dottore in legge di Diano, inquisito per proposizioni eterodosse e pratiche negromantiche.

Appartenente a una famiglia influente nella vita economica locale, nel 1621 fu denunciato al Sant'Uffizio da un parente, Giovanni Stefano Rodino, che lo accusò di condurre una vita heretica. Gli venivano attribuite affermazioni blasfeme contro Dio e la Vergine, disprezzo per l'Eucaristia e una generale svalutazione della religione.

Rodino era inoltre accusato di negromanzia, magia ad amorem, evocazioni demoniache e di aver imprigionato un demonio in una caraffa. Il suo caso si inseriva in un contesto di forti conflitti economici e familiari nella comunità di Diano, dove i Rodino occupavano una posizione di rilievo.

Bibliografia

  • Paolo Fontana, Il maleficio nella Genova e nella Liguria di età moderna (secoli XVI-XVIII), «Ricerche Teologiche», XX/2, 2009, pp. 383-429.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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