Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Nicola Maria Lercari (Taggia, 9 novembre 1675 – Roma, 21 marzo 1757) è stato un cardinale, segretario di Stato e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Biografia
Figlio di Giovanni Tommaso Lercari e Maria Maddalena Cattaneo, apparteneva a una famiglia originaria di Genova. Entrato nel Seminario Romano nel 1686, conseguì nel 1695 il dottorato in utroque iure presso la Sapienza di Roma. Nel 1696 divenne referendario delle Segnature e nel 1701 abbreviatore del Parco Maggiore.
Svolse quindi diversi incarichi nel governo dello Stato pontificio: fu governatore di Todi (1701), Benevento (1705), Camerino e Ancona (1708), quindi di Loreto (1714).
Nel giugno 1724 fu nominato arcivescovo titolare di Nazianzo e quindi maestro di camera di Benedetto XIII. Nel giugno 1726 divenne segretario di Stato. Il 9 dicembre dello stesso anno Benedetto XIII lo creò cardinale e il 16 dicembre gli fu assegnato il titolo dei Santi Giovanni e Paolo.
Il 17 dicembre 1726, pochi giorni dopo la sua elevazione al cardinalato, Lercari fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio come cardinale inquisitore. Il 19 dicembre gli fu assegnato l'Index Prohibitorum e il 20 dicembre prestò il giuramento, assumendo formalmente l'incarico.
La documentazionene attesta negli anni successivi la partecipazione alle attività della Congregazione. Nelle carte compare anche il suo uditore Francesco Manzi, documentato in relazione al Sant'Uffizio tra il 1730 e il 1742.
Morì a Roma il 21 marzo 1757.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, 10 voll., Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, pp. 117-119.
- MORONI, vol. XXXVIII (1846), p. 105.
- Ludwig von Pastor, Storia dei papi dalla fine del Medio Evo, vol. XV, Roma 1933, pp. 483-485.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 716-718.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]