Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Miguel de Eguía (Estella, ca. 1495 – Estella, tra 23 ottobre e 15 novembre 1546) è stato un tipografo e umanista navarro, figura di rilievo nella diffusione dell’erasmismo in Spagna.
Biografia
Appartenente a una famiglia di mercanti benestanti, fu uno dei numerosi figli di Nicolás de Eguía e di Catalina Pérez de Jaso, parente di san Francesco Saverio. Crebbe a Logroño, dove apprese l’arte tipografica nel laboratorio di Arnao Guillén de Brocar, tra i più rinomati stampatori della Spagna rinascimentale. Nel 1518 sposò María Brocar, figlia del maestro, e nel 1523-24, alla morte di quest’ultimo, ne rilevò la tipografia di Alcalá de Henares, che divenne presto una delle più attive del regno.
Tra il 1524 e il 1537 la sua officina pubblicò oltre centocinquanta edizioni, tra cui opere di Antonio de Nebrija, Pedro Ciruelo, testi classici latini e numerosi libri liturgici. Le sue stampe si distinsero per qualità tipografica e gusto rinascimentale, con uso innovativo di caratteri corsivi, iniziali istoriate e motivi decorativi d’ispirazione nordica.
Sotto il patrocinio dell’arcivescovo Alonso de Fonseca, Eguía fu tra i principali mediatori delle opere di Erasmo da Rotterdam in Castiglia. Nel 1525 diede alle stampe l’Enchiridion militis christiani, seguito dal De libero arbitrio, dalle Paráfrasis del Nuevo Testamento e da altre edizioni latine e castigliane, che conobbero un’enorme diffusione. L’attività del suo laboratorio rappresentò la più efficace campagna di volgarizzazione dell’erasmismo spagnolo.
La crescente ostilità inquisitoriale verso le nuove correnti religiose lo coinvolse direttamente. Nel 1529 aveva pubblicato il Diálogo de la doctrina cristiana di Juan de Valdés. Le sue simpatie di Eguía verso l’erasmismo e il suo interesse per la spiritualità interiore lo condussero a stringere legami con gli ambienti degli alumbrados. Nel 1530 Francisca de Hernández lo nominò come simpatizzante degli alumbrados. Fu quindi processato a Valladolid e incarcerato dal 1531 al 1533, venendo infine assolto.
Dopo la scarcerazione tornò a Estella, dove si dedicò ad attività mercantili e politiche (fu regidor e alcalde) e nel 1546 ottenne dal Consiglio Reale di Navarra l’autorizzazione a impiantare una tipografia locale. Lo stesso anno pubblicò alcune opere, tra cui l’Antidotus contra Venerem di Alfonso López de Soto e il Vocabularium ecclesiasticum di Rodrigo Fernández de Santaella, ma morì poco dopo.
Tra i molti titoli usciti dalle sue officine figurano la Doctrina cordis di san Bonaventura, il Libro de agricultura di Gabriel Alonso de Herrera, il Cancionero di Ambrosio Montesino e il Libro de las maravillas di Marco Polo.
Figura emblematica di stampatore umanista, Miguel de Eguía incarnò l’intreccio tra rinnovamento spirituale, erudizione filologica e tensione religiosa che caratterizzò il Rinascimento spagnolo.
Bibliografia
- Marcel Bataillon, Érasme et l'Espagne, texte établi par Daniel Devoto; edité par les soins de Charles Amiel, Droz, Genève 1991.
- José Goñi Gaztambide, El impresor Miguel de Eguía procesado por la Inquisición, in "Hispania Sacra", 1, 1948, pp. 35-88.
- Julián Martín Abad, La imprenta en Alcalá de Henares (1502-1600), Arco Libros, Madrid 1991.
- María Isabel Estolaza Elizondo, Impresores y libreros en Navarra durante los siglos XV–XVI, Universidad Pública de Navarra, Pamplona 2004.
Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2025
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]