Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Marino Berengo (Venezia, 8 novembre 1928 – Venezia, 3 agosto 2000) è stato uno storico italiano, tra i maggiori studiosi della società urbana europea tra Medioevo ed età moderna. Le sue ricerche hanno interessato la storia sociale e politica, l’editoria e l’organizzazione della cultura. Nei suoi studi, in particolare in quelli dedicati alla Lucca del Cinquecento, ha indagato non di rado gli intrecci tra conflitti religiosi, vita politica e mutamenti sociali, mettendo in luce le tensioni tra difesa della libertà repubblicana e repressione del dissenso.

Cenni biografici
Nato da padre veneziano e madre ebrea ferrarese, frequentò il liceo classico Marco Polo. Nel 1947 vinse il concorso di ammissione alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ma una grave malattia polmonare ne interruppe gli studi. Dopo essersi iscritto all’Università di Padova, si trasferì a Firenze, dove si laureò nel 1953 sotto la guida di Delio Cantimori, con una tesi sulla diffusione delle idee democratiche negli ultimi anni della Repubblica di Venezia.
Proseguì la formazione alla Normale, soggiornò a Zurigo e frequentò l’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli, diretto da Federico Chabod. Dal 1958 lavorò presso l’Archivio di Stato di Venezia. Nel 1963 fu chiamato all’Università di Milano e nel 1974 si trasferì a Ca’ Foscari, dove formò numerosi studiosi. Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 1988, affiancò alla ricerca l’impegno civile, dedicando particolare attenzione alle biblioteche. Morì nel 2000 e fu sepolto, secondo la sua volontà, nel cimitero ebraico di Ferrara.
Lucca, la crisi religiosa e la libertà repubblicana
Nobili e mercanti nella Lucca del Cinquecento, apparso in edizione definitiva nel 1965, rappresenta uno dei risultati più significativi della sua attività. Attraverso una vasta indagine archivistica, nella quale assumevano particolare rilievo gli atti notarili, Berengo ricostruì la vita della repubblica lucchese, intrecciando ordinamenti politici, attività mercantili, vicende familiari e rapporti con il contado.
Il libro mostrava come la difesa dell’indipendenza cittadina si accompagnasse alla ricerca di un equilibrio interno fondato sull’egemonia delle famiglie mercantili. Le tensioni sociali, le modalità di accesso alle cariche e la progressiva formazione di una coscienza nobiliare permettevano di seguire il passaggio verso una società più chiusa, pur nella conservazione delle forme repubblicane.
In questo quadro acquistava rilievo la diffusione delle idee riformate. La predicazione, l’attività degli ordini religiosi e la presenza di figure come Pietro Martire Vermigli e Aonio Paleario erano collocate entro le relazioni culturali e sociali della città. Le scelte religiose venivano esaminate nei loro rapporti con gli ambienti familiari e mercantili, senza ridurle a un riflesso automatico degli interessi economici.
La repressione del dissenso e l’esilio dei cittadini più compromessi con la Riforma si intrecciavano con la trasformazione della comunità e del suo ceto dirigente. Il ristabilimento dell’uniformità confessionale aveva conseguenze che oltrepassavano l’ambito ecclesiastico, incidendo sulle relazioni tra le famiglie e sugli spazi della vita culturale.
La vicenda lucchese offriva così a Berengo un terreno privilegiato per riflettere sulla crisi della libertà italiana nel Cinquecento. La sopravvivenza dell’autonomia politica non impediva il restringimento della partecipazione e delle possibilità di rinnovamento religioso e civile. Questa interpretazione rese il volume un riferimento tanto per la storia delle società cittadine quanto per i successivi studi sull’eresia lucchese.
Società, cultura e minoranze religiose
Il rapporto tra circolazione delle idee e strutture sociali era già centrale in La società veneta alla fine del Settecento, pubblicato nel 1956. Nato dalla tesi di laurea, il volume esaminava le condizioni della diffusione delle aspirazioni democratiche e le resistenze al rinnovamento negli ultimi decenni della Repubblica. Gli studi sulle campagne e sull’agricoltura ampliarono questa indagine sulle trasformazioni della società veneta.
Con Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione, pubblicato nel 1980, Berengo affrontò invece la produzione culturale attraverso il lavoro di scrittori, editori e librai. L’attenzione alle condizioni materiali, al mercato e ai vincoli politici contribuiva a chiarire gli spazi dell’autonomia intellettuale e della circolazione delle idee.
Un interesse specifico riguardò la storia ebraica, alla quale dedicò ricerche sugli ebrei veneti tra la fine del Settecento e la Restaurazione. Le condizioni delle minoranze erano considerate entro la storia della società e delle istituzioni, prestando attenzione ai rapporti tra appartenenza religiosa, posizione giuridica e vita civile.
Questi temi confluirono nella vasta sintesi L’Europa delle città, pubblicata nel 1999. La ricostruzione delle società urbane riservava ampio spazio al clero secolare e regolare e alle minoranze etniche e religiose. Le presenze ecclesiastiche, le forme di convivenza e i meccanismi di inclusione ed esclusione erano parti essenziali di una storia dei cittadini e delle loro relazioni.
L’opera di Berengo fu caratterizzata dalla centralità delle fonti e dal collegamento tra storia sociale, politica e culturale. In questa prospettiva, il dissenso religioso acquistava significato entro la concreta esperienza delle comunità, nelle tensioni tra convinzioni personali, solidarietà collettive e autorità.
Opere principali
- La società veneta alla fine del Settecento. Ricerche storiche, Sansoni, Firenze 1956.
- Giornali veneziani del Settecento, a cura di Marino Berengo, Feltrinelli, Milano 1962.
- L’agricoltura veneta dalla caduta della Repubblica all’Unità, Banca Commerciale Italiana, Milano 1963.
- Nobili e mercanti nella Lucca del Cinquecento, Einaudi, Torino 1965.
- La ricerca storica di Delio Cantimori, in «Rivista storica italiana», LXXIX, 1967, pp. 902-943.
- Gli ebrei veneti nelle inchieste austriache della Restaurazione, in «Michael», I, 1972, pp. 9-37.
- Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione, Einaudi, Torino 1980.
- L’Europa delle città. Il volto della società urbana europea tra Medioevo ed Età moderna, Einaudi, Torino 1999.
- Cultura e istituzioni nell’Ottocento italiano, a cura di Roberto Pertici, il Mulino, Bologna 2004.
- Città italiana e città europea. Ricerche storiche, a cura di Marco Folin, Diabasis, Reggio Emilia 2010; nuova edizione, Viella, Roma 2017.
Bibliografia
- Carlo Capra, Berengo, Marino, in Il contributo italiano alla storia del Pensiero. Storia e politica, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2013, pp. 830-836.
- Carlo Capra, Berengo, Marino, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2018.
- Giorgio Chittolini, L’Europa delle città secondo Marino Berengo, in «Storica», 14, 1999, pp. 105-127.
- Elena Fasano Guarini, “L’Europa delle città” di Marino Berengo: l’opera e lo storico, in «Società e storia», 92, 2001, pp. 313-326.
- Marco Folin, Marino Berengo storico della città europea, in Marino Berengo, Città italiana e città europea. Ricerche storiche, Diabasis, Reggio Emilia 2010, pp. 7-82.
- Angelo Ventura, Ricordo di Marino Berengo, in «Atti dell’Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti», CLX, 2001-2002, pp. 121-133.
- Corrado Vivanti, Ricordo di Marino Berengo, in «Studi storici», XLI, 2000, pp. 593-604.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]