Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Maria Rossi (XVII sec.) fu una presunta posseduta e profetessa genovese.
Nel 1696, durante una celebrazione nella chiesa cappuccina di San Nicolò a Genova, cominciò a gridare che in città si trovavano trentatré traditori e che erano stati collocati esplosivi sotto la cattedrale di San Lorenzo. Recatasi al santuario dell'Acquasanta, continuò a pronunciare annunci minacciosi riguardanti bombe, cannonate e pericoli per la città, dichiarandosi ispirata dalla Madonna.
La vicenda assunse anche rilievo politico: una relazione sul caso fu letta davanti al Senato genovese e successivamente trasmessa agli Inquisitori di Stato, senza che siano note ulteriori conseguenze. Il caso presenta significative analogie con quello di Maria di Carnoli, verificatosi poco più di vent'anni prima.
Bibliografia
- Paolo Fontana, Il rituale disatteso. Dove si narra di un arcivescovo, di un'indemoniata che fa profezie politiche, di un fanciullo ossesso e di un gruppo di posseduti esorcizzati, «Anthropos & Iatria», XIV, 2 (2010), pp. 109-114.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]