Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Manuel Abad y Lasierra (Estadilla, Huesca), 24 dicembre 1729 – Saragozza, 12 gennaio 1806), benedettino, vescovo e storiografo spagnolo, fu una figura significativa dell’Illuminismo ecclesiastico iberico e protagonista di un tentativo di riforma – breve ma rilevante – dell’Inquisizione spagnola negli anni immediatamente precedenti la sua crisi finale.
Cenni biografici
Formatosi in diritto canonico all’Università di Huesca, entrò nel monastero benedettino di San Juan de la Peña, dove si distinse come archivista e studioso. Tra il 1771 e il 1773 ricevette autorizzazioni regie per ispezionare archivi e biblioteche monastiche della Corona d’Aragona, attività che lo impose come erudito di primo piano e gli valse l’ingresso nella Real Academia de la Historia. Le sue ricerche, orientate alla diplomatica e alla storia ecclesiastica, riflettevano un metodo critico e un’attenzione per le fonti in linea con la cultura riformista del tempo.
Nel 1783 fu nominato primo vescovo della nuova diocesi di Ibiza, di cui curò l’organizzazione istituzionale, e successivamente trasferito alla sede di Astorga. Chiamato a Madrid, rinunciò alla diocesi e intraprese una carriera di governo culminata nella nomina a Inquisitore generale di Spagna (1793).
Il suo mandato inquisitoriale fu caratterizzato da un orientamento moderatamente riformatore, ispirato a sensibilità giurisdizionaliste e a un cattolicesimo di impronta giansenista. Abad y Lasierra propose una revisione delle procedure del Santo Uffizio e una riforma del sistema di censura libraria, denunciando l’arbitrarietà dei qualificatori e sostenendo la necessità di criteri più rigorosi e competenti. In questo contesto coinvolse Juan Antonio Llorente nella preparazione di un progetto organico di riforma.
L’opposizione degli ambienti ecclesiastici più conservatori e il mutamento degli equilibri politici sotto il governo del principe Godoy portarono tuttavia alla rapida fine dell’esperimento. Nel 1794 Abad y Lasierra fu costretto a dimettersi e confinato nel monastero di Sopetrán. Le accuse di giansenismo, rivolte anche contro il fratello Agustín Íñigo, non ebbero seguito formale. Trascorse gli ultimi anni ritirato, lasciando numerosi manoscritti storici oggi conservati presso la Real Academia de la Historia.
La sua figura rappresenta uno dei tentativi più espliciti di riforma interna dell’Inquisizione spagnola nel tardo Settecento, nonché un esempio emblematico delle tensioni tra cultura illuminata, controllo dottrinale e potere politico.
Opere
Manuel Abad y Lasierra non pubblicò opere sistematiche a stampa, ma lasciò una vasta produzione manoscritta di carattere storico-erudito e amministrativo. I suoi lavori riguardano soprattutto la storia ecclesiastica e monastica della Corona d’Aragona, la diplomatica medievale e l’organizzazione archivistica benedettina. Tra i contributi più rilevanti figurano indici e estratti di archivi e biblioteche monastiche, redatti negli anni Settanta del Settecento su incarico regio, e memoriali indirizzati alla monarchia e a esponenti del riformismo illuminato, nei quali proponeva una raccolta diplomatica aragonese. In ambito inquisitoriale, ebbe un ruolo decisivo nella genesi del progetto di riforma del Santo Uffizio, promuovendo – sebbene indirettamente – la redazione dei Discursos sobre el orden de procesar en los Tribunales del Santo Oficio di Juan Antonio Llorente. Gran parte dei suoi manoscritti è conservata presso la Real Academia de la Historia.
Bibliografia essenziale
- Jorge Demerson, Ibiza y su primer obispo: Don Manuel Abad y Lasierra, Fundación Universitaria española, Madrid, 1980.
- Jorge Demerson, «Un obispo “amigo del País”: Don Manuel Abad y Lasierra», in II Simposio sobre el P. Feijoo y su siglo, Cátedra Feijoo, Oviedo, 1981, pp. 51-61.
- Juan José Nieto Callén, José María Sánchez Molledo, «Fray Manuel Abad y Lasierra, un aragonés de la Ilustración», Argensola, 114 (2004), pp. 371-389.
- Ernesto Zaragoza Pascual, Documentos inéditos del obispo Abad y Lasierra sobre Ibiza y Formentera, in "Estudis Baleàrics", 15, 1984, pp. 87-103
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]