Pizzorno, Luigi

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Pizzorno, abate secolare, fu perseguitato dall'Inquisizione di Genova nel 1698 con accuse sia di sollecitatio ad turpia sia di esercizio improprio dell'attività di esorcista, sia di quietismo. Il Sant’Uffizio, esaminato il sommario della causa, lo condannò a sette anni di carcere e al divieto perpetuo di occuparsi della cura delle anime, di confessare e di praticare esorcismi.

La severità del provvedimento deriva dal fatto che, nella lettura inquisitoriale, Pizzorno incarnava un nuovo profilo di devianza emerso dopo la condanna di Molinos, una sorta di quietista lussurioso, figura percepita come particolarmente pericolosa perché univa elementi dottrinali sospetti a comportamenti morali e pastorali giudicati manipolatori. La combinazione di quietismo, sollecitazione sacramentale e pratiche esorcistiche irregolari suggeriva infatti un uso distorto dell’autorità spirituale, capace di compromettere l’ordine disciplinare della Chiesa.

Bibliografia

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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