Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Maria Lucini (Milano, 25 luglio 1666 – Roma, 17 gennaio 1745) è stato un inquisitore domenicano e cardinale, commissario generale del Sant'Uffizio dal 1714 al 1743 e successivamente membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Origini e formazione
Nacque da Giulio Cesare Lucini, decurione di Como e senatore a Milano, e da Ippolita Turconi, appartenente a una famiglia comasca. Al battesimo ricevette i nomi di Giacomo Filippo Aristofano Antonio. La famiglia, di origine comasca, apparteneva alla nobiltà milanese. Due suoi fratelli maggiori, Girolamo e il domenicano Cesare Francesco, svolsero la propria carriera nella Curia romana, raggiungendo la dignità episcopale. Cesare Francesco appartenne all'ambiente dei cosiddetti «beneventani», legati a Benedetto XIII.
L'8 febbraio 1681 entrò nell'ordine domenicano nel convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Studiò quindi a Santa Maria sopra Minerva a Roma e insegnò filosofia e teologia nei conventi dell'ordine a Parma e a Milano.
La carriera inquisitoriale
Fu secondo socio del commissario del Sant'Uffizio dal 1701 al 1705, prestando giuramento il 17 aprile 1701. Il 4 febbraio 1705 fu nominato primo socio del commissario del Sant'Uffizio, assumendo formalmente l'incarico con il giuramento del 21 febbraio. Il 29 aprile dello stesso anno divenne procommissario, in seguito alla morte di Tommaso Maria Bosi.
Nel 1707 passò alla direzione del tribunale inquisitoriale di Novara, prestando giuramento il 16 marzo. Rimase inquisitore di Novara fino al 1714, quando fu nominato commissario generale del Sant'Uffizio. La nomina risaliva al gennaio di quell'anno, come attesta una sua lettera di ringraziamento del 14 gennaio al segretario della Congregazione. Assunse formalmente l'incarico con il giuramento del 21 febbraio 1714 e lo mantenne fino al 9 settembre 1743, data della promozione cardinalizia.
La sua attività nel Sant'Uffizio comprese l'esame di testi devozionali, opere teologiche, formulari di benedizioni ed esorcismi e scritti riguardanti l'autorità pontificia. Nel 1736 esaminò, insieme a Benedetto da San Maria, la Collectio sive apparatus absolutionum, benedictionum, conjurationum, exorcismorum di Bernhard Sannig. Nel 1740 si occupò di una pastorale dell'arcivescovo di Utrecht non riconosciuto da Roma; nel 1743 partecipò, con Gioacchino Besozzi e Tommaso Sergio, all'esame di un provvedimento del Consiglio di Stato francese del 12 settembre 1742.
Il cardinalato
Benedetto XIV lo creò cardinale il 9 settembre 1743. Il 23 settembre ricevette il titolo di San Sisto e fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 25 settembre. Entrò inoltre nelle Congregazioni dell'Indice, dei Riti e del Concilio.
Morì a Roma il 17 gennaio 1745.
Opere
La sua produzione a stampa fu legata alla difesa dell'autorità pontificia e dei provvedimenti romani in materia religiosa. Nell'Esame e difesa del decreto pubblicato in Pudiscerri da monsignor Carlo Tommaso di Tournon, uscito a Roma nel 1728 e successivamente ristampato e riveduto, sostenne il decreto del legato apostolico nel contesto della controversia sui riti orientali.
Pubblicò inoltre i Romani pontificis privilegia adversus novissimos osores vindicata, apparsi a Venezia presso Bartolomeo Javarina nel 1734 e in una seconda edizione accresciuta nel 1735, dedicati alla difesa delle prerogative del pontefice e alla discussione dell'infallibilità papale.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, t. IX, Stamperia Pagliarini, Roma 1797, pp. 19-20.
- Giovanni Battista Giovio, Gli uomini della comasca diocesi antichi, e moderni nelle arti, e nelle lettere illustri. Dizionario ragionato, Società tipografica, Modena 1784, pp. 387-389.
- Luigi Màdaro, Gli inquisitori di Novara dal 1351 al 1732 (da un manoscritto della Biblioteca Civica di Alessandria), in «Novaria. Bollettino delle Biblioteche Civica e Negroni», 6, 1925, pp. 205-212, in particolare p. 210.
- MORONI, vol. XL (1846), pp. 95-96.
- Hubert Wolf, Hermann H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 743-747; p. CII.
Links
- Scheda sul cardinale Luigi Maria Lucini sul sito The Cardinals of the Holy Roman Church.
- Scheda su Luigi Maria Lucini sul sito Symogih.org.
Voci correlate
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]