Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ignazio Busca (Milano, 31 agosto 1731 – Roma, 12 agosto 1803) è stato un cardinale e diplomatico pontificio, nunzio apostolico nelle Fiandre e segretario di Stato di papa Pio VI.
Ultimo figlio del marchese Ludovico Busca e di Bianca Arconati Visconti, apparteneva al patriziato milanese. Dopo gli studi giuridici conseguì il dottorato in utroque iure alla Sapienza di Roma il 26 aprile 1759. Nello stesso anno entrò nella carriera curiale come referendario della Segnatura e prelato domestico. Fu quindi governatore di Rieti (1761-1764) e di Fabriano (1764-1766), ponente della Congregazione della Consulta e, dal 1770, consultore della Congregazione del Concilio.
Ordinato sacerdote il 20 agosto 1775, l'11 settembre successivo fu nominato arcivescovo titolare di Emesa. Dal settembre 1775 al 1785 fu nunzio apostolico nelle Fiandre. Rientrato a Roma, il 1° marzo 1785 fu nominato governatore di Roma.
Pio VI lo creò cardinale nel concistoro del 30 marzo 1789, assegnandogli il 3 agosto dello stesso anno il titolo di Santa Maria della Pace. Il 10 agosto 1796 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 17 agosto successivo; fu inoltre membro della Congregazione dell'Immunità.
Il 9 agosto 1796 succedette a Francesco Saverio de Zelada come segretario di Stato di Pio VI, in una delle fasi più difficili dei rapporti tra la Santa Sede e la Francia rivoluzionaria. Busca cercò di mantenere aperta la via diplomatica con la Francia, tentando contemporaneamente di ottenere il sostegno dell'Austria e delle altre potenze. La crisi determinata dall'avanzata francese e dal trattato di Tolentino del febbraio 1797 segnò tuttavia la conclusione della sua esperienza alla Segreteria di Stato: le sue dimissioni furono definitivamente accettate nel marzo 1797.
Durante la Repubblica romana si allontanò da Roma e trovò rifugio nel Regno di Napoli. Partecipò quindi al conclave di Venezia del 1799-1800, che portò all'elezione di Pio VII. Dopo la restaurazione pontificia tornò a Roma e il 2 dicembre 1800 fu nominato prefetto della Congregazione del Buon Governo, incarico che mantenne fino alla morte.
Morì a Roma il 12 agosto 1803.
Bibliografia
- MORONI, vol. VI (1840), p. 171.
- Giuseppe Pignatelli, Busca, Ignazio, in DBI, vol. 15 (1972).
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 244-245.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]