Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Pisacane (vissuto a cavallo tra XVII e XVIII sec.) fu un sacerdote palermitano, processato a Genova per sortilegi, bestemmie e pratiche negromantiche.
Nel 1709, all'età di circa trentacinque anni, comparve spontaneamente davanti al tribunale diocesano genovese. Nella sua confessione dichiarò di aver stipulato più volte patti con il demonio, anche mediante scritti tracciati col proprio sangue, rinunciando ai sacramenti e al battesimo.
Ammise inoltre pratiche di magia amorosa e divinatoria, la ricerca di tesori mediante una caraffa d'acqua, la lettura di libri proibiti e negromantici e l'uso di secreti diabolici per guarire ferite e arrestare emorragie. Aveva anche soggiornato per diversi anni in territori protestanti frequentandone le chiese.
Il 1° giugno 1709 abiurò e fu condannato a una lunga serie di penitenze spirituali, digiuni e pratiche devozionali.
Bibliografia
- Paolo Fontana, Il maleficio nella Genova e nella Liguria di età moderna (secoli XVI-XVIII), in «Ricerche Teologiche», XX/2, 2009, pp. 383-429.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]