Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Firrao (Luzzi, 12 luglio 1670 - Roma, 24 ottobre 1744) è stato un cardinale, segretario di Stato di Clemente XII e membro delle Congregazioni del Sant'Uffizio e dell'Indice.
Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia napoletana, era figlio di Pietro Firrao, principe di Sant'Agata, e di Isabella Caracciolo. Dopo una prima educazione affidata a precettori privati, studiò al Seminario Romano e conseguì la laurea in diritto alla Sapienza. Il 3 marzo 1695 divenne referendario delle due Segnature. Ricoprì quindi incarichi di governo in diverse città dello Stato pontificio e nel 1709 fu nominato ponente della Consulta.
Il 2 settembre 1716 fu nominato arcivescovo titolare di Nicea e il successivo 23 ottobre nunzio in Svizzera. Durante questa missione si occupò del contrasto alla diffusione del giansenismo, incoraggiando la formazione del clero nei seminari locali per limitare l'influenza degli ambienti francesi ostili alla bolla Unigenitus.
Il 28 settembre 1720 fu nominato nunzio in Portogallo. La sua missione fu condizionata dal conflitto tra la Santa Sede e Giovanni V, che pretendeva la promozione cardinalizia del precedente nunzio Vincenzo Bichi. La controversia sfociò nel 1728 nell'espulsione di Firrao, che continuò a seguire gli affari portoghesi dalla vicina Spagna fino al termine della missione nel 1730.
L'11 dicembre 1730 fu trasferito alla sede di Aversa, conservando il titolo personale di arcivescovo. Clemente XII lo creò cardinale il 24 settembre 1731; il 19 novembre successivo ricevette il titolo di S. Tommaso in Parione. Legato a Neri Maria Corsini, nel 1733 divenne prefetto della Consulta e segretario di Stato, incarico che mantenne fino al 1740.
Fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio il 14 ottobre 1733 e prestò giuramento il 21 ottobre successivo. Nel 1734 entrò nella Congregazione dei Vescovi e Regolari e nel 1735 in quella dell'Indice. Fu inoltre prefetto della Segnatura di Grazia dal 1737 e della Congregazione dei Vescovi e Regolari dal 1738.
Come segretario di Stato partecipò alle trattative che portarono al concordato con la Spagna del 1737. Il 14 gennaio 1739 sottoscrisse l'editto contro la Massoneria che dava seguito alla bolla In eminenti di Clemente XII.
Partecipò al conclave del 1740. Il 29 agosto dello stesso anno passò al titolo di S. Croce in Gerusalemme. Morì a Roma il 24 ottobre 1744 e fu sepolto nella basilica del suo ultimo titolo cardinalizio.
Bibliografia
- Dario Busolini, Firrao, Giuseppe, in DBI, vol. 48 (1997).
- Mario Pellicano Castagna, Documenti dei Firrao Principi di Sant'Agata e di Luzzi (1489-1830), in "Rivista storica calabrese", 4, 1983, pp. 493-511.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 312-313.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]