Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Accoramboni (Preci, 24 settembre 1672 - Roma, 21 marzo 1747) è stato un cardinale, consultore e successivamente membro della Congregazione del Sant’Uffizio.
Originario di Preci, nella diocesi di Spoleto, non apparteneva alle più note famiglie nobili Accoramboni di Gubbio e di Tolentino. Il padre esercitò per alcuni anni la professione di chirurgo a Lucca; secondo la ricostruzione di Schwedt, non è fondata la tradizione che lo presentava come figlio di genitori poveri.
Studiò a Perugia e a Lucca e il 6 maggio 1694 conseguì a Perugia il dottorato in utroque iure. A Roma fu aiutante di studio di Luca Palma e di Ansaldi, quindi uditore del cardinale Michelangelo Conti, il futuro Innocenzo XIII. Dopo l’elezione di quest’ultimo fu nominato sottodatario il 13 maggio 1721 e canonico di San Pietro l’8 gennaio 1722. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 14 febbraio 1723 e il 15 marzo seguente divenne referendario delle due Segnature. Dal 1723 al 1725 fu segretario della Congregazione di Avignone.
Conservò l’incarico di sottodatario sotto Benedetto XIII, entrando inoltre nella Congregazione dei Riti come consultore. L’11 settembre 1724 fu nominato arcivescovo titolare di Filippi e nel 1725 partecipò al concilio romano. Fu quindi consultore del Sant’Uffizio e uditore del pontefice.
Il 12 aprile 1728 fu trasferito alla sede di Imola, con il titolo personale di arcivescovo e mantenendo i propri incarichi romani. Benedetto XIII lo creò cardinale il 20 settembre dello stesso anno; il 15 novembre ricevette il titolo di Santa Maria in Traspontina. Entrò nelle congregazioni del Concilio, dei Riti, Concistoriale, dell’Esame dei vescovi, del Buon Governo e dell’Immunità ecclesiastica. Durante l’episcopato imolese celebrò un sinodo diocesano, tenuto dal 25 al 27 ottobre 1738, i cui atti furono pubblicati a Roma nello stesso anno.
Il 26 febbraio 1741 divenne membro della Segnatura di Grazia e l’11 marzo 1743 passò alla sede suburbicaria di Frascati. Il 23 settembre 1743 fu nominato membro della Congregazione del Sant’Uffizio, prestando giuramento il 25 settembre. Questa nomina va distinta dal precedente servizio nella medesima congregazione in qualità di consultore.
Morì a Roma il 21 marzo 1747. Il nipote Ignazio Accoramboni, protonotario apostolico e consigliere del re Augusto di Sassonia a Varsavia, gli fece erigere un monumento funebre nella chiesa di Sant’Ignazio.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de’ cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, Stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 237-238.
- MORONI, vol. I (1840), p. 60.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 3-5.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]