Tabacco, Giovanni

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Tabacco (Firenze, 7 novembre 1914 - Torino, 17 febbraio 2002) è stato uno storico italiano, tra i maggiori medievisti del Novecento. Studioso delle forme del potere e degli ordinamenti politici e sociali medievali, dedicò una parte rilevante delle proprie ricerche alla storia religiosa, approfondendo i rapporti fra autorità spirituale e temporale, le esperienze eremitiche e monastiche, la riforma ecclesiastica e i conflitti fra papato e dissidenza francescana.

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Profilo biografico

Di famiglia torinese, si formò nell’Università di Torino, dove si laureò nel 1937 con Francesco Cognasso discutendo una tesi dalla quale sarebbe nato Lo Stato sabaudo nel Sacro Romano Impero, pubblicato nel 1939. Medievista di vastissima cultura europea, concentrò una parte decisiva della propria ricerca sulle forme del potere e sugli ordinamenti politici, mantenendo tuttavia lungo l’intero percorso scientifico un interesse intenso per la storia religiosa, le istituzioni ecclesiastiche, il monachesimo e le elaborazioni medievali dei rapporti fra autorità spirituale e temporale.

Il rapporto con Cognasso fu importante nella prima formazione, ma Tabacco si allontanò presto dalla storiografia prevalentemente politico-dinastica del maestro. Negli anni Quaranta insegnò nei licei, prima di ottenere il trasferimento a Novara e poi a Vercelli, continuando a lavorare nelle biblioteche e negli archivi torinesi. Nel 1947 Cognasso lo chiamò come assistente volontario. La libera docenza arrivò nel 1952; due anni dopo Tabacco vinse il concorso a cattedra, insieme con Armando Saitta e Arsenio Frugoni, e scelse l’Università di Trieste, dove dal 1954 insegnò storia medievale e moderna.

Il periodo triestino gli impose anche un temporaneo confronto con l’età moderna, dal quale nacque Andrea Tron (1712-1785) e la crisi dell’aristocrazia senatoria a Venezia (1957). Nello stesso anno pubblicò però presso l’Istituto storico italiano per il Medio Evo l’edizione critica della Vita beati Romualdi di Pier Damiani. Da quel momento le ricerche sull’alto e pieno Medioevo acquistarono un peso crescente e si svilupparono lungo due direzioni rimaste a lungo comunicanti: l’analisi delle strutture politiche e sociali e lo studio delle esperienze religiose inserite nella società aristocratica ed ecclesiastica.

Nel 1966 fu chiamato alla cattedra di storia medievale dell’Università di Torino, succedendo a Raoul Manselli, trasferitosi intanto a Roma. Qui costruì una scuola destinata a incidere profondamente sulla medievistica italiana. Fra gli studiosi formatisi nel suo ambiente vi furono Giuseppe Sergi, Grado Giovanni Merlo, Renato Bordone, Rinaldo Comba e Aldo A. Settia; Alessandro Barbero fu tra i suoi laureandi. Tabacco diresse inoltre dal 1970 al 2001 il Bollettino storico-bibliografico subalpino e partecipò a lungo alla vita del Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo di Spoleto e dell’Istituto storico italiano per il Medio Evo. Fu socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1993.

Potere temporale e potere spirituale

Prima che l’alto Medioevo diventasse il suo principale terreno di ricerca, Tabacco aveva affrontato alcuni problemi centrali della storia ecclesiologica e politica del basso Medioevo. Nel 1949 pubblicò Pluralità di papi ed unità di Chiesa nel pensiero di Guglielmo di Occam, lavoro nel quale l’ecclesiologia occamiana veniva esaminata attraverso la crisi dell’autorità pontificia e il problema della permanenza dell’unità ecclesiale di fronte alla possibilità di un papa eretico o di una pluralità di pretendenti.

L’anno successivo apparve La relazione fra i concetti di potere temporale e di potere spirituale nella tradizione cristiana fino al secolo XIV. Il libro, ripubblicato nel 2010-2011 con saggi introduttivi di Laura Gaffuri, Giovanni Miccoli e Gian Maria Varanini, percorreva un arco cronologico eccezionalmente ampio, a partire dalla distinzione evangelica fra ciò che appartiene a Cesare e ciò che appartiene a Dio. Tabacco seguiva le trasformazioni di questa distinzione attraverso la tarda antichità, la costruzione medievale della regalità cristiana e l’affermazione del papato. Il rapporto fra spirituale e temporale non era ridotto a un conflitto permanente fra due poteri già definiti. Le categorie mutavano mentre cambiavano la Chiesa, l’Impero e le forme della regalità. Proprio questa mobilità consentiva di comprendere perché le pretese sacerdotali potessero assumere significato politico e perché i poteri laici cercassero una legittimazione religiosa senza limitarsi a subire l’autorità ecclesiastica.

A questi problemi si collegò La casa di Francia nell’azione politica di papa Giovanni XXII (1953), ampia ricerca sulla politica avignonese e sulle relazioni fra papato e monarchia francese. Giovanni XXII sarebbe tornato molti anni più tardi negli studi di Tabacco, questa volta attraverso il conflitto con il francescanesimo dissidente.

Romualdo, eremitismo e vita monastica

Un settore particolarmente originale della produzione di Tabacco riguarda Romualdo di Ravenna e il monachesimo dell’XI secolo. Nel 1954 pubblicò «Privilegium amoris. Aspetti della spiritualità romualdina» e nel 1957 curò l’edizione critica della Vita beati Romualdi di Pier Damiani, lavoro che richiese un confronto serrato con la tradizione manoscritta e con la costruzione agiografica del santo.

Romualdo interessava Tabacco perché la sua esperienza non coincideva facilmente con una struttura monastica già definita. L’eremita ravennate si muoveva fra solitudine e comunità, fondazioni monastiche, relazioni con aristocratici e rapporti con il potere imperiale. Nel saggio Romualdo di Ravenna e gli inizi dell’eremitismo camaldolese, pubblicato nel 1965 negli atti della Settimana internazionale della Mendola, Tabacco ricostruì questo ambiente senza retrodatare sul fondatore gli assetti assunti in seguito dall’ordine camaldolese.

Le sue carte conservate nell’Archivio storico dell’Università di Torino documentano un lungo confronto con i Camaldolesi durante la preparazione di questi studi. Il problema non era soltanto istituzionale: l’attrazione per l’ordo anachoritarum, il rapporto fra eremo e cenobio e la mobilità di Romualdo mettevano in luce una vita religiosa meno ordinata di quanto suggerissero le sistemazioni posteriori.

Tabacco incontrava così l’XI secolo prima della compiuta affermazione della riforma romana. Nei monasteri e negli eremi agivano esigenze ascetiche, relazioni aristocratiche e aspirazioni missionarie che non si lasciavano riportare a un’unica direzione. In questo ambiente prese forma anche l’esperienza di Pier Damiani, al quale Tabacco sarebbe tornato ripetutamente.

Pier Damiani e la riforma

Gli scritti damianei offrirono a Tabacco una documentazione particolarmente ricca per osservare la società ecclesiastica dell’XI secolo. Nel saggio Pier Damiani fra edonismo letterario e violenza ascetica (1987) la personalità del cardinale eremita veniva restituita attraverso una tensione interna fra raffinatezza culturale e severissima disciplina del corpo. L’asceta che condannava il piacere era anche uno scrittore capace di padroneggiare con virtuosismo la tradizione letteraria che aveva ricevuto.

Un successivo studio sui prodromi di edonismo elitario nell’età della riforma ecclesiastica mostrava inoltre la presenza, dentro gli stessi ambienti ecclesiastici, di una cultura aristocratica del gusto e della parola tutt’altro che cancellata dal movimento riformatore. Tabacco non descriveva quindi l’XI secolo come una semplice marcia disciplinare verso la riforma gregoriana. Pier Damiani apparteneva a una Chiesa nella quale l’ascesi più aspra conviveva con una cultura clericale raffinata e con legami tenaci verso la società aristocratica.

Anche lo studio «Vescovi e monasteri fra XI e XII secolo» si colloca in questo terreno. Episcopati e monasteri erano centri religiosi, ma vivevano dentro reti di possesso e protezione e partecipavano alla costruzione delle egemonie aristocratiche. Le categorie che Tabacco elaborava contemporaneamente negli studi sul potere entravano qui nella storia ecclesiastica senza dissolverne la specificità.

La potenza sacerdotale

Nei primi anni dell’insegnamento torinese Tabacco dedicò un corso alle trasformazioni della potenza sacerdotale nell’alto Medioevo, testo pubblicato postumo da Grado Giovanni Merlo nel 2012. L’indagine parte dalla tarda antichità, quando l’episcopato si inserì progressivamente nelle strutture dell’Impero, e segue la lunga crescita dell’autorità ecclesiastica fino alla concentrazione della potenza sacerdotale nella Chiesa romana. Il papato dell’XI secolo rappresentava un esito di questo processo, non il suo punto di partenza. L’ortodossia aveva acquistato nel frattempo un significato che oltrepassava la definizione dottrinale, perché l’appartenenza alla Chiesa influiva sulla legittimità dei comportamenti pubblici e sulla stessa organizzazione della società cristiana. La scomunica, l’obbedienza ecclesiastica e il primato romano agivano ormai in una dimensione nella quale religione e ordinamento politico si compenetravano.

Questo interesse per la potenza sacerdotale aiuta a comprendere anche alcuni dei lavori più noti sulle strutture politiche. In Egemonie sociali e strutture del potere nel Medioevo italiano vescovi, monasteri e patrimoni ecclesiastici non occupano un settore separato rispetto alla storia del potere: appartengono alle reti attraverso le quali aristocrazie e comunità costruiscono e trasmettono capacità di comando.

Francescanesimo e dissenso

Tabacco tornò al basso Medioevo nel 1989 con «Il papato avignonese nella crisi del francescanesimo», scritto in memoria di Raoul Manselli. La ricerca riprendeva Giovanni XXII, già studiato negli anni Cinquanta, ma lo osservava ora attraverso il conflitto che oppose il papato agli ambienti francescani dissidenti.

Ubertino da Casale, Angelo Clareno e gli Spirituali appartenevano a una vicenda nella quale povertà evangelica, obbedienza e definizione dell’ortodossia non potevano essere separate dalla crescente capacità disciplinare del papato avignonese. La condanna degli ambienti spirituali non era per Tabacco un episodio isolato dalla politica ecclesiastica di Giovanni XXII. Il conflitto nasceva dentro una Chiesa che aveva ormai elaborato strumenti efficaci per definire l’obbedienza e respingere esperienze percepite come destabilizzanti.

Agiografia, demonologia e cristianesimo altomedievale

Negli ultimi decenni Tabacco estese nuovamente l’orizzonte della ricerca. Nel saggio «Agiografia e demonologia come strumenti ideologici in età carolingia» esaminò le vite dei santi e le rappresentazioni del demonico come testi capaci di intervenire nelle lotte politiche e nella formazione dell’ordine cristiano. L’agiografia non costituiva per lui un deposito neutro di informazioni biografiche: la scelta dei nemici del santo e la rappresentazione della vittoria sulle forze maligne partecipavano alla costruzione di gerarchie e appartenenze.

Nel 1997 pubblicò «Il cristianesimo latino altomedievale» nella Storia del cristianesimo (Laterza). Era il risultato maturo di interessi coltivati per molti decenni, dagli studi sulla Vita Romualdi alle riflessioni sulla potenza sacerdotale. L’espansione del cristianesimo latino vi appariva inseparabile dai mutamenti della società postromana e dalla formazione delle nuove aristocrazie.

La raccolta Spiritualità e cultura nel Medioevo. Dodici percorsi nei territori del potere e della fede, uscita nel 1993, permette di seguire la continuità di questi interessi. Vi confluirono studi scritti nell’arco di quasi quarant’anni: Romualdo e Pier Damiani, i rapporti fra vescovi e monasteri, il francescanesimo avignonese, l’agiografia e la demonologia carolingia. Michele Ronzani osservò come il volume restituisse un Tabacco meno noto rispetto allo storico del feudalesimo e delle strutture politiche, ma tutt’altro che marginale nella sua produzione.

Scuola torinese. Un maestro senza ortodossie

La fama di Tabacco rimane legata soprattutto al rinnovamento degli studi sul potere, sulla signoria e sul feudalesimo. I liberi del re nell’Italia carolingia e postcarolingia (1966), Egemonie sociali e strutture del potere nel Medioevo italiano (1979), Sperimentazioni del potere nell’alto Medioevo (1993) e Dai re ai signori (2000) modificarono categorie profondamente radicate nella medievistica italiana.

La storia religiosa mantenne una presenza costante anche nella sua attività didattica. La scuola torinese da lui costruita, a differenza di altre scuole nelle quali il magistero si traduceva e, in qualche misura, ancora si traduce, nella ripetizione pedissequa dei filoni inaugurati o privilegiati dal dominus, non fu organizzata, appunto, intorno ai temi coltivati dal maestro. Tabacco spinse i propri allievi verso campi che praticava poco o affatto e accolse ricerche sui movimenti religiosi accanto a quelle dedicate agli insediamenti, alle aristocrazie e alle strutture territoriali.

Ovidio Capitani dedicò specifiche riflessioni alle discussioni di Tabacco sulla religiosità medievale, mentre Giuseppe Sergi ne ha sottolineato il rigore dell’esegesi e la diffidenza verso spiegazioni troppo sistematiche. Il volume collettivo Giovanni Tabacco e l’esegesi del passato (2006) ha mostrato l’ampiezza di una produzione che attraversò storia religiosa e storia moderna insieme ai settori per i quali Tabacco è più frequentemente ricordato.

Morì a Torino il 17 febbraio 2002. La biblioteca del Dipartimento di Studi storici dell’Università di Torino porta oggi il suo nome e il suo archivio conserva, accanto alle carte dell’attività universitaria, una corrispondenza scientifica che documenta anche la lunga stagione delle ricerche camaldolesi.

Opere

  • Lo Stato sabaudo nel Sacro Romano Impero, Torino 1939.
  • Pluralità di papi ed unità di Chiesa nel pensiero di Guglielmo di Occam, Università di Torino, Torino 1949.
  • La relazione fra i concetti di potere temporale e di potere spirituale nella tradizione cristiana fino al secolo XIV, Università di Torino, Torino 1950.
  • La casa di Francia nell’azione politica di papa Giovanni XXII, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 1953.
  • Privilegium amoris. Aspetti della spiritualità romualdina, in "Il Saggiatore", IV, 1954, pp. 324-343.
  • Pier Damiani, Vita beati Romualdi, a cura di Giovanni Tabacco, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 1957 ("Fonti per la storia d’Italia", 94).
  • Romualdo di Ravenna e gli inizi dell’eremitismo camaldolese, in L’eremitismo in Occidente nei secoli XI e XII, Vita e Pensiero, Milano 1965, pp. 73-121.
  • I liberi del re nell’Italia carolingia e postcarolingia, Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 1966.
  • Egemonie sociali e strutture del potere nel Medioevo italiano, Einaudi, Torino 1979.
  • Pier Damiani fra edonismo letterario e violenza ascetica, in "Quaderni medievali", 24, 1987, pp. 5-24.
  • Il papato avignonese nella crisi del francescanesimo, in "Rivista storica italiana", CI, 1989, pp. 317-345.
  • Agiografia e demonologia come strumenti ideologici in età carolingia, in Santi e demoni nell’alto Medioevo occidentale (secoli V-XI), Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 1989, pp. 121-154.
  • Spiritualità e cultura nel Medioevo. Dodici percorsi nei territori del potere e della fede, Liguori, Napoli 1993.
  • Sperimentazioni del potere nell’alto Medioevo, Einaudi, Torino 1993.
  • Dai re ai signori. Forme di trasmissione del potere nel Medioevo, Bollati Boringhieri, Torino 2000.
  • Le metamorfosi della potenza sacerdotale nell’alto Medioevo, a cura di Grado Giovanni Merlo, Morcelliana, Brescia 2012.

Bibliografia

  • Ovidio Capitani, Giovanni Tabacco, in Ovidio Capitani, Giuseppe Sergi, Ricordo di due maestri. Giovanni Tabacco e Cinzio Violante nella medievistica europea, Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 2004, pp. 19-32.
  • Ovidio Capitani, Le “discussioni” spoletine e non di Giovanni Tabacco sullo “stato” medievale e sulla “religiosità” medievale: in margine ad alcune notazioni, in Ricordo di due maestri. Giovanni Tabacco e Cinzio Violante nella medievistica europea, Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 2004, pp. 33-40.
  • Laura Gaffuri, Giovanni Miccoli, Gian Maria Varanini, saggi introduttivi a Giovanni Tabacco, La relazione fra i concetti di potere temporale e di potere spirituale nella tradizione cristiana fino al secolo XIV, Firenze University Press, Firenze 2010, pp. XI-XLIII.
  • Grado Giovanni Merlo, Giovanni Tabacco: un grande medievista al lavoro, in "Bollettino storico-bibliografico subalpino", CXVI, 2018, pp. 435-449.
  • Giuseppe Sergi et al., Giovanni Tabacco e l’esegesi del passato, Accademia delle Scienze, Torino 2006.
  • Giuseppe Sergi, Giovanni Tabacco e l’esegesi del passato come esperimento di verità, in Giovanni Tabacco e l’esegesi del passato, Accademia delle Scienze, Torino 2006, pp. 7-13.
  • Giuseppe Sergi, Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri, Donzelli, Roma 2016, pp. 147-164.

Article written by Alessandro Giaquinto | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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