Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Luzzi (Strada, nel territorio di Tschlin, Bassa Engadina, 8 marzo 1856 – Poschiavo, 25 gennaio 1948) fu un pastore riformato, teologo e traduttore della Bibbia svizzero, attivo soprattutto in Italia. Esponente del protestantesimo liberale e interlocutore degli ambienti modernisti cattolici, promosse il riavvicinamento fra le confessioni cristiane attraverso lo studio e la diffusione delle Scritture. La sua attività incontrò l’opposizione delle autorità ecclesiastiche cattoliche, culminata nel monito del Sant’Uffizio contro le sue versioni bibliche nel 1925.
Cenni biografici
Cresciuto a Lucca, dove la famiglia si era trasferita dalla Svizzera, compì gli studi liceali prima di iscriversi, nel 1877, alla Facoltà valdese di teologia di Firenze. Durante la formazione collaborò con l’istituto educativo e assistenziale fondato da Giuseppe Comandi. Consacrato pastore nel settembre 1886, perfezionò gli studi a Edimburgo, approfondendo in particolare la conoscenza dell’ebraico. Sposò la scozzese Eva Henderson.
Nel novembre 1887 assunse la cura della comunità valdese di via de’ Serragli a Firenze. Al ministero affiancò iniziative rivolte alla popolazione del quartiere di San Frediano, fra cui le cucine economiche, istituite nel 1891, e un dispensario medico, aperto nel 1894. Nel 1902 passò all’insegnamento della teologia sistematica presso la Facoltà valdese, mantenendo l’incarico fino al 1923. Partecipò inoltre alla costituzione, nel 1904, della Federazione italiana degli studenti per la cultura religiosa, concepita come luogo di incontro e formazione aperto al confronto interconfessionale.
Nel 1923 si trasferì a Poschiavo, dove esercitò il pastorato fino al 1930 e proseguì il lavoro biblico. Tornò quindi a Firenze. Nel 1940, trovandosi in Svizzera al momento dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, decise di rimanervi con la moglie. Trascorse gli ultimi anni a Poschiavo, dove morì il 25 gennaio 1948.
Orientamento teologico e rapporti con il modernismo
Luzzi contribuì alla conoscenza della teologia liberale negli ambienti evangelici italiani, valorizzando l’indagine storica sulle origini del cristianesimo e la dimensione etica della fede. Questo orientamento favorì i suoi rapporti con esponenti del rinnovamento cattolico quali Ernesto Buonaiuti, Brizio Casciola, Romolo Murri e Giovanni Semeria.
La collaborazione con i cattolici interessati alla critica biblica rispondeva a un progetto religioso più ampio: Luzzi non identificava il rinnovamento dell’Italia con la sua conversione al protestantesimo, ma auspicava una trasformazione della vita cristiana che attraversasse le appartenenze confessionali. I rapporti con Paul Sabatier e con gli ambienti modernisti alimentarono questa prospettiva, che lo portava a prendere le distanze dalla polemica anticattolica e dal proselitismo come finalità prevalente dell’azione evangelica.
Le traduzioni bibliche
L’attività biblica di Luzzi si sviluppò lungo due percorsi distinti. Come caporevisore partecipò al lavoro collettivo di aggiornamento della versione di Giovanni Diodati promosso dalla Società biblica britannica e forestiera. Il testo veniva discusso con Enrico Bosio e successivamente sottoposto al comitato incaricato della revisione. La versione completa, conosciuta come Riveduta, apparve nel 1924 e conobbe larga diffusione nelle Chiese del protestantesimo storico italiano.
Parallelamente Luzzi intraprese una nuova traduzione dai testi originali, corredata di introduzioni e commenti. L’intento era offrire uno strumento leggibile anche fuori dagli ambienti specialistici, nel quale la ricerca filologica e storica sostenesse la comprensione religiosa delle Scritture. La presenza dei libri deuterocanonici e la volontà di evitare un commento dominato dalle controversie confessionali rispondevano all’aspirazione a raggiungere lettori di diversa appartenenza cristiana.
Per sostenere l’impresa fondò nel 1909 la società editrice Fides et Amor. Dopo il Nuovo Testamento del 1911, la traduzione integrale fu pubblicata in dodici volumi fra il 1921 e il 1930, inizialmente anche presso Sansoni e poi attraverso Fides et Amor. Il sostegno economico della benefattrice statunitense Emma Baker Kennedy contribuì alla prosecuzione dell’opera.
L’opposizione cattolica e il monito del Sant’Uffizio
L’accoglienza della traduzione negli ambienti cattolici fu contrastata. Durante la Prima guerra mondiale, anche cappellani cattolici contribuirono alla distribuzione di decine di migliaia di copie del Nuovo Testamento e dei Salmi. Già nel 1911, tuttavia, «La Civiltà Cattolica» aveva attaccato Fides et Amor, inserendone l’attività nel quadro della lotta contro protestantesimo e modernismo.
Il 2 aprile 1925 il Sant’Uffizio richiamò esplicitamente l’applicazione alle versioni di Luzzi del divieto di lettura delle traduzioni bibliche prodotte da acattolici. Alla denuncia dell’orientamento protestante e razionalistico si aggiungeva il rifiuto della concezione ecclesiologica che le autorità romane ravvisavano nell’opera: il riconoscimento delle diverse comunioni cristiane come rami, posti sullo stesso piano, dell’unica Chiesa di Cristo. Il provvedimento ostacolò la circolazione della traduzione e contribuì all’interruzione della collaborazione con Sansoni.
Gli ultimi progetti ecumenici
Nel 1943 Luzzi elaborò uno scritto sui rapporti fra cattolici e riformati della Valposchiavo, proponendo iniziative comuni di preghiera, studio biblico e formazione. Auspicava inoltre il superamento della separazione confessionale delle scuole e di altre istituzioni locali. Il progetto di una «Fratellanza cristiana» traduceva così le sue convinzioni ecumeniche in proposte per la vita quotidiana della comunità. Le parti dello scritto furono pubblicate nel «Bollettino della Società di studi valdesi» fra il 1946 e il 1950.
Opere principali
- La Bibbia tradotta dai testi originali e annotata, 12 voll., Sansoni – Società Fides et Amor, Firenze 1921-1930.
- Dall’alba al tramonto. Appunti autobiografici illustrati, Società Fides et Amor, Firenze 1934.
Bibliografia essenziale
- Hans-Peter Dür-Gademann, Giovanni Luzzi, traduttore della Bibbia e teologo ecumenico, traduzione di Marina Sartorio Cunz, Claudiana, Torino 1996.
- Laura Demofonti, Luzzi, Giovanni, in DBI, vol. 66, 2006, pp. 752-754.
- Paolo Tognina, Giovanni Luzzi (1856-1948), teologo, traduttore della Bibbia e promotore del dialogo ecumenico, in «Quaderni grigionitaliani», 92, 2, 2023, pp. 37-71.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]
