Volpe, Gioacchino

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gioacchino Volpe (Paganica, 16 febbraio 1876 – Santarcangelo di Romagna, 1º ottobre 1971) è stato uno storico italiano, tra i maggiori esponenti della storiografia italiana della prima metà del Novecento. Medievista di formazione, prima di rivolgere prevalentemente i propri interessi alla storia politica e nazionale dell'Italia moderna e contemporanea dedicò importanti ricerche alla società comunale, ai rapporti tra istituzioni civili ed ecclesiastiche e ai movimenti religiosi ed ereticali del Medioevo.

Profilo biografico e scientifico

Formatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove fu allievo di Amedeo Crivellucci, Volpe maturò i propri orientamenti nell'ambito della cosiddetta scuola economico-giuridica, interessata allo studio delle istituzioni e delle strutture sociali ed economiche. I suoi primi lavori furono dedicati soprattutto alla storia dei comuni italiani e della Toscana medievale.

Dopo aver insegnato a Milano, nel 1924 fu chiamato all'Università di Roma. I suoi interessi si spostarono progressivamente verso la storia moderna e contemporanea e verso il problema della formazione della nazione italiana. Durante il fascismo ricoprì importanti incarichi culturali e istituzionali e fu una delle figure più influenti della storiografia italiana del periodo. Dopo la caduta del regime continuò l'attività scientifica, pur in una posizione più appartata.

Movimenti religiosi ed eresie medievali

Particolare importanza nella prima fase della ricerca di Volpe ebbe lo studio dei rapporti tra società, religione e istituzioni ecclesiastiche nell'Italia comunale. Nel 1907 pubblicò sulla rivista Il Rinnovamento lo studio Eretici e moti ereticali dal XI al XIV secolo, nei loro motivi e riferimenti sociali; le ricerche sviluppate negli anni successivi confluirono quindi nel volume Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana (secoli XI-XIV) (1922).

L'opera rappresentò un contributo particolarmente innovativo alla storiografia sulle eresie medievali. Volpe tendeva infatti a superare una lettura esclusivamente teologica o dottrinale dell'eterodossia, collocando eretici e movimenti religiosi nel quadro delle trasformazioni della società medievale. Eresie e dissidenze venivano così messe in relazione con lo sviluppo delle città, i conflitti sociali, le trasformazioni economiche, l'emergere di nuovi gruppi urbani e le tensioni tra istituzioni ecclesiastiche e società laica.

Queste ricerche appartenevano a un progetto più vasto sui rapporti fra Chiesa e società comunale, al quale si collegavano anche gli studi sui vescovi, sulle istituzioni cittadine e sulle relazioni fra potere civile ed ecclesiastico. La prevista sintesi complessiva non fu realizzata, mentre gli interessi dello storico si orientarono progressivamente verso altre epoche e problematiche.

L'interpretazione volpiana esercitò tuttavia un'influenza duratura sulla medievistica italiana. Le sue tesi furono discusse e rielaborate, tra gli altri, da Raffaello Morghen, Eugenio Dupré Theseider, Raoul Manselli e Cinzio Violante, contribuendo all'affermazione di una storia dell'eresia attenta al radicamento sociale e istituzionale dei fenomeni religiosi.

A partire dagli anni Venti Volpe si dedicò soprattutto alla storia moderna e contemporanea, producendo importanti sintesi sulla formazione dell'Italia nazionale. La sua adesione al fascismo e il ruolo assunto nelle istituzioni culturali del regime hanno alimentato un ampio dibattito storiografico sulla sua figura. Nell'ambito specifico della storia religiosa, Movimenti religiosi e sette ereticali resta comunque una tappa significativa nel passaggio da una storia prevalentemente ecclesiastico-dottrinale delle eresie a un'interpretazione inserita nella storia complessiva della società medievale.

Opere principali

  • Studi sulle istituzioni comunali a Pisa. Città e contado, consoli e podestà nei secoli XII-XIII, Tipografia Successori Fratelli Nistri,, Pisa 1902.
  • Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana (secoli XI-XIV), Vallecchi, Firenze 1922; nuova ed. con introduzione di Cinzio Violante, Donzelli, Roma 1997.
  • Lunigiana medievale. Storia di vescovi signori, di istituti comunali, di rapporti tra Stato e Chiesa nelle città italiane nei secoli XI-XV, La Voce, Firenze 1923.
  • Volterra. Storia di vescovi signori, di istituti comunali, di rapporti tra Stato e Chiesa nelle città italiane nei secoli XI-XV, La Voce, Firenze 1923.
  • Medio Evo italiano, Vallecchi, Firenze 1923.
  • Storici e maestri, Vallecchi, Firenze 1924.
  • L'Italia in cammino. L'ultimo cinquantennio, Treves, Milano 1927.
  • Italia moderna, 3 voll., Sansoni, Firenze 1943-1952.
  • Toscana medievale. Massa Marittima, Volterra, Sarzana, Sansoni, Firenze 1964.

Bibliografia essenziale

  • Enrico Artifoni, Volpe, Gioacchino, in DBI, vol. 100 (2020).
  • Enrico Artifoni, Gioacchino Volpe e i movimenti religiosi medievali, in «Reti Medievali Rivista», VIII, 2007, pp. 47-66.
  • Giovanni Belardelli, Il mito della "nuova Italia". Gioacchino Volpe tra guerra e fascismo, Edizioni Lavoro, Roma 1988.
  • Eugenio Di Rienzo, La storia e l'azione. Vita politica di Gioacchino Volpe, Le Lettere, Firenze 2008.

Per approfondire

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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