Tello de Sandoval, Francisco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Francisco Tello de Sandoval (Siviglia, ca. 1508 - Plasencia, 8 luglio 1580) è stato un ecclesiastico e magistrato spagnolo, inquisitore di Toledo, visitatore della Nuova Spagna e vescovo di Osma e Plasencia.

Studiò all'Università di Salamanca, come collegiale di San Bartolomé, e divenne canonico della cattedrale di Siviglia. Inquisitore di Toledo dal 1541 e membro del Consiglio delle Indie dal 1543, apparteneva al personale ecclesiastico al quale Carlo V affidava compiti di governo e di controllo giudiziario, nella penisola iberica e nei domini americani.

Nel 1543 Carlo V lo nominò visitador della Nuova Spagna, incaricandolo di ispezionare l'amministrazione coloniale e applicare le Leggi nuove del 1542, destinate a tutelare gli indigeni e limitare il sistema dell'encomienda. Operò in Messico dal 1544 al 1547; di fronte all'opposizione dei coloni, sospese l'applicazione delle disposizioni più contestate sulle encomiendas.

Ricevette inoltre da Juan Pardo de Tavera la nomina di inquisitore apostolico. Le istruzioni circoscrivevano l'incarico alla raccolta delle testimonianze e al loro invio al tribunale di Siviglia, senza istituire un Sant'Uffizio permanente. Tello avviò tuttavia procedimenti contro spagnoli e indigeni, perseguendo questi ultimi per idolatria. Fu anche incaricato di riesaminare il caso di don Carlos, signore di Texcoco, condannato al rogo nel 1539 dal vescovo Juan de Zumárraga, soprattutto per gli effetti della confisca dei beni. Prima del ritorno in Spagna raccomandò l'istituzione di un tribunale stabile.

Rientrato nel 1547, proseguì la carriera nelle istituzioni della monarchia. I rapporti con Roma sono attestati dal breve di Giulio III del 14 aprile 1550, che gli consentiva, malgrado lo stato clericale, di trattare cause criminali comportanti pene di sangue, demandando ad altri la pronuncia e l'esecuzione delle sentenze. Sotto Filippo II presiedette le chancillerías di Granada (1557-1559) e Valladolid (1559-1564), poi il Consiglio delle Indie (1565-1567). Nominato vescovo di Osma nel 1567, passò a Plasencia nel 1578, conservandone la sede fino alla morte.

Bibliografia

  • Richard E. Greenleaf, The Mexican Inquisition of the Sixteenth Century, University of New Mexico Press, Albuquerque 1969.
  • Álvaro Huerga, La pre-inquisición hispanoamericana (1516-1568), in Joaquín Pérez Villanueva, Bartolomé Escandell Bonet (a cura di), Historia de la Inquisición en España y América, vol. I, Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid 1984, pp. 662-700.
  • Vicente Lloréns Asensio, Catálogo de la Sección 1.ª Real Patronato. Años 1493 a 1703, vol. I, Sevilla 1924, n. 78.
  • Juan Loperráez Corvalán, Descripción histórica del obispado de Osma, con el catálogo de sus prelados, Imprenta Real, Madrid 1788, vol. I.
  • José Toribio Medina, La primitiva Inquisición americana (1493-1569). Estudio histórico, Imprenta Elzeviriana, Santiago de Chile 1914, 2 voll.
  • Rosalba Piazza, Tello de Sandoval, Francisco, in DSI, vol. III, p. 1566.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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