Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Finicella, ricordata anche come Finnicella (luogo e data di nascita ignoti – Roma, anni Venti del XV secolo), fu una donna condannata al rogo per presunti malefici. La sua vicenda è associata alla predicazione romana di Bernardino da Siena e costituisce un episodio della repressione delle pratiche magiche nell’Italia del primo Quattrocento.
Le notizie disponibili non permettono di ricostruirne con sicurezza l’origine, la condizione familiare e le attività precedenti alla condanna. Anche la cronologia presenta indicazioni discordanti: accanto alla datazione al 1424, accolta da Jacob Burckhardt, ricorre quella al 1426.
Finicella era accusata di aver provocato la morte di bambini e di aver colpito altre persone mediante arti diaboliche. Questi addebiti devono essere considerati espressione della rappresentazione accusatoria della donna, non descrizioni accertate delle sue azioni. Il motivo dell’uccisione dei bambini, in particolare, contribuiva a presentare la presunta strega come una minaccia per la sopravvivenza della comunità e a legittimarne l’eliminazione.
Il collegamento con Bernardino riguarda il ruolo della predicazione nella mobilitazione contro i comportamenti ritenuti superstiziosi. Il rogo di Finicella segue la campagna religiosa condotta dal predicatore a Roma e assume il carattere di un’esecuzione pubblica alla quale accorse la popolazione.
Più che una caso compiutamente ricostruibile, la vicenda offre dunque una testimonianza del modo in cui la memoria di una donna poté essere interamente assorbita dall’accusa. Per interpretarlo occorre distinguere il procedimento giudiziario, del quale non sono chiari diversi aspetti, dalla funzione esemplare assunta dalla condanna nei racconti sulla lotta contro la superstizione. Sarebbe inoltre improprio proiettare automaticamente sull’episodio tutti gli elementi dello stereotipo stregonesco elaborato nelle successive grandi persecuzioni.
Bibliografia
- Jacob Burckhardt, La civiltà del Rinascimento in Italia, trad. di Diego Valbusa, introduzione di Eugenio Garin, Sansoni, Firenze 1952, parte VI.
- Marina Montesano, «Supra acque et supra ad vento». «Superstizioni», maleficia e incantamenta nei predicatori francescani osservanti (Italia, sec. XV), Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 1999.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]