Campanelli, Filippo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Filippo Campanelli (Matelica, 1º maggio 1739 – Roma, 18 febbraio 1795) è stato un giurisperito e cardinale italiano.

Dopo gli studi presso il Collegio Marziale di Fermo, si trasferì a Roma, dove studiò all'Università La Sapienza e conseguì il dottorato in utroque iure. Avviatosi alla carriera curiale come avvocato, divenne promotore dei fedeli della Congregazione dei Riti e, dal 29 luglio 1778, esaminatore episcopale. Nel 1780 fu nominato canonico della basilica di San Pietro e prelato domestico; fu inoltre auditore di papa Pio VI.

Il 15 dicembre 1780 fu designato consultore del Sant'Uffizio, assumendo formalmente l'incarico con il giuramento del 20 dicembre. La sua attività all'interno della Curia si intrecciò strettamente con le questioni politico-religiose che caratterizzarono il pontificato di Pio VI.

Fu creato cardinale nel concistoro del 30 marzo 1789 e il 3 agosto dello stesso anno gli venne assegnata la diaconia di Santa Maria della Scala. Entrò quindi a far parte delle congregazioni del Sant'Uffizio, dei Riti, del Concilio e Concistoriale.

Nel 1789 partecipò alla congregazione incaricata di esaminare la Puntuazione di Ems, documento nel quale gli arcivescovi elettori tedeschi e l'arcivescovo di Salisburgo sostenevano, sulla base di principi febroniani, una forte limitazione delle prerogative pontificie. Campanelli ebbe un ruolo di primo piano nella risposta romana: fu infatti estensore del memoriale che, anche sulla base di materiali forniti da Giuseppe Garampi e Francesco Antonio Zaccaria, confluì nella Sanctissimi Domini Nostri Pii Papae Sexti responsio ad Metropolitanos Moguntinum, Trevirensem, Coloniensem et Salisburgensem, super nuntiaturis apostolicis del 1789.

Dal 19 novembre 1790 fu inoltre membro della congregazione particolare incaricata di esaminare il sinodo di Pistoia, divenendo così uno degli uomini di Curia coinvolti nella reazione romana alle tendenze episcopaliste, febroniane e gianseniste della fine del Settecento.

Campanelli svolse parallelamente importanti incarichi diplomatici. Nel 1791 fu negoziatore della Santa Sede nelle controversie con il Regno di Napoli e nel luglio 1792 fu inviato a Napoli come plenipotenziario pontificio per le questioni giurisdizionali. Fu inoltre pro-datario.

Morì a Roma il 18 febbraio 1795.

Bibliografia

  • Camillo Acquacotta, Memorie di Matelica, Tipografia Baluffi, Ancona 1838, pp. 222 sgg.
  • Mario Giansante, Campanelli, Filippo, in DBI, vol. 17 (1974).
  • MORONI, vol. VII (1841), pp. 113-114.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010.
  • Pietro Stella (a cura di), Il giansenismo in Italia, vol. 2/1: Roma. La bolla "Auctorem fidei" (1794) nella storia dell'Ultramontanismo. Saggio introduttivo e documenti, LAS, Roma 1995.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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