Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Fernando Niño de Guevara (Toledo, 1541-Sevilla, 8 gennaio 1609) è stato arcivescovo di Siviglia e cardinale, Inquisitore generale di Spagna dal 1599 al 1602.
Nacque a Toledo nel 1541, in una famiglia legata alla nobiltà locale e già inserita negli apparati amministrativi e inquisitoriali della monarchia. Formatosi in diritto a Salamanca, fu dapprima uditore della Reale Cancelleria di Valladolid e poi consigliere di Castiglia.
La sua carriera conobbe un ulteriore salto nel 1584, quando fu nominato presidente della Reale Cancelleria di Granada, ruolo che esercitò per oltre un decennio in un contesto complesso e segnato dal lascito della rivolta dei moriscos. Nel 1596 ottenne il cappello cardinalizio.
Nello 1599 fu designato Inquisitore generale di Spagna, succedendo a Jerónimo Manrique. Il suo mandato, seppure breve (1599–1602), coincise con una fase di forte centralizzazione dell’apparato inquisitoriale e con tensioni interne all’istituzione, che portarono infine alla sua rimozione dall’incarico. Nel 1601 fu eletto arcivescovo di Siviglia, una delle sedi più importanti della monarchia ispanica. Qui convocò un sinodo diocesano (1604) in cui definì priorità pastorali legate all’applicazione del rinnovamento tridentino: formazione del clero, disciplina economica del capitolo, controllo delle confraternite.
Morì l’8 gennaio 1609. Nel testamento destinò ingenti somme a opere pie, lasciando inoltre una serie di scritti giuridici e pastorali, tra cui il trattato De modo sacrae Inquisitionis.
La sua immagine è rimasta legata soprattutto al celebre ritratto eseguito da El Greco intorno al 1600, divenuto iconico per la rappresentazione della dignità cardinalizia e del potere inquisitoriale nella Spagna della Controriforma.
Bibliografia minima
- Francisco Javier Cimorra Pena, “Retrato inédito” del Cardenal Fernando Niño de Guevara, in "Isidorianum", 25/50, 2016, pp. 335-351.
- Teresa Sánchez Rivilla, Niño de Guevara, Fernando, in DSI, vol. II, p. 1116.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]