Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Ferdinando Maria de’ Rossi (Cortona, 3 agosto 1696 - Roma, 4 febbraio 1775) è stato un cardinale, qualificatore, consultore e membro della Congregazione del Sant’Uffizio, vicegerente di Roma e prefetto della Congregazione del Concilio.
Apparteneva a una famiglia nobile legata a Collevecchio, in Sabina, dalla quale provenivano procuratori e avvocati concistoriali attivi a Roma. Trascorse l’infanzia a Città della Pieve e proseguì la formazione presso il Seminario Romano e il Collegio Romano, conseguendo il dottorato in filosofia e teologia il 13 gennaio 1716. Il 27 ottobre dello stesso anno si laureò in utroque iure a Macerata. Nel 1724 divenne referendario delle due Segnature.
Il 20 agosto 1727 fu nominato qualificatore del Sant'Uffizio. Fu successivamente luogotenente civile del Vicariato di Roma e ricoprì diversi incarichi nella Curia. Ordinato sacerdote il 30 marzo 1739, nel luglio successivo divenne arcivescovo titolare di Tarso. L’8 gennaio 1742 fu nominato vicegerente di Roma, affiancando nell’amministrazione della diocesi il cardinale vicario Giovanni Antonio Guadagni.
Il 16 aprile 1742 fu nominato consultore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 25 aprile. Il 2 maggio giurò anche il domenicano Nicola Pansuti, suo teologo. Nel settembre dello stesso anno de’ Rossi divenne consultore della Congregazione delle Indulgenze. Il 1° febbraio 1751 fu promosso patriarca titolare di Costantinopoli.
Clemente XIII lo creò cardinale il 24 settembre 1759 e gli affidò la prefettura della Congregazione del Concilio. Il 19 novembre ricevette il titolo di S. Silvestro in Capite e fu nominato esaminatore dei vescovi in diritto canonico; entrò inoltre nelle congregazioni dei Vescovi e Regolari, dell’Esame dei vescovi e delle Ripe. Il 14 agosto 1761 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Dal giugno 1762 appartenne anche alla Congregazione della Residenza dei vescovi. Nel 1767 passò al titolo cardinalizio di S. Cecilia.
Vicino agli ambienti filogesuitici e promotore della devozione al Sacro Cuore, nel 1767 sostenne l’accoglienza nello Stato pontificio dei gesuiti espulsi dalla Spagna. Partecipò alla congregazione incaricata degli affari di Parma, dalla quale scaturì il breve del 30 gennaio 1768 contro la politica ecclesiastica del ducato, pur mostrando successivamente apertura a una mediazione imperiale. Nel conclave del 1769 si schierò con gli zelanti e incontrò l’ostilità delle corti borboniche; aderì infine alla candidatura di Lorenzo Ganganelli, eletto Clemente XIV.
Redasse un suo parere, successivo al 1754 e non rintracciato, relativo a un’edizione della Dottrina cristiana di Roberto Bellarmino.
Gravemente malato, non partecipò al conclave del 1774-1775. Morì a Roma il 4 febbraio 1775, prima che l’elezione pontificia si concludesse.
Bibliografia
- Marina Caffiero, Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi, Viella, Roma 2004, pp. 75-78, 89-90.
- Pietro Messina, De Rossi, Ferdinando Maria, in DBI, vol. 39 (1991).
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. 2, pp. 1098-1100.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]