Garin, Eugenio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Eugenio Garin (Rieti, 9 maggio 1909 – Firenze, 29 dicembre 2004) è stato uno storico della filosofia italiano, tra i maggiori studiosi dell’Umanesimo e del Rinascimento. Le sue ricerche sulla cultura umanistica, sulla tradizione ermetica e sulle controversie astrologiche hanno contribuito a rinnovare lo studio dei rapporti tra filosofia, religione e scienza nella prima età moderna.

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Biografia

Formatosi a Firenze, si laureò nel 1929 con Ludovico Limentani, discutendo una tesi su Joseph Butler. Insegnò nei licei di Palermo e Firenze, affiancando all’attività didattica le ricerche sui moralisti inglesi e sul pensiero rinascimentale. Nel 1937 pubblicò la monografia su Giovanni Pico della Mirandola, che inaugurò una delle direttrici più durature del suo lavoro.

La sua prima formazione fu segnata dall’interesse per la filosofia religiosa francese e per i problemi della libertà e della dignità dell’uomo. Intrattenne rapporti con Giovanni Gentile, che ne apprezzò gli studi e lo coinvolse nel «Giornale critico della filosofia italiana», senza tuttavia condividerne integralmente l’impostazione filosofica. Nel dopoguerra il confronto con Antonio Gramsci assunse crescente rilievo nella sua riflessione sul rapporto tra intellettuali, cultura e società.

Dopo un breve passaggio all’Università di Cagliari, dal 1949 insegnò all’Università di Firenze. Nel 1974 si trasferì alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove tenne la cattedra di storia della filosofia del Rinascimento fino al pensionamento nel 1984. Fu presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento dal 1979 al 1988, direttore della rivista «Rinascimento» e consulente della casa editrice Laterza. Tra gli studiosi formatisi al suo insegnamento figurano Cesare Vasoli, Paolo Rossi e Michele Ciliberto.

Umanesimo e storia della cultura

Garin contribuì a ridefinire il significato filosofico dell’Umanesimo, riconoscendo nella filologia, nell’educazione e nella riflessione sulla vita civile forme essenziali di elaborazione del pensiero. Il recupero dei testi antichi comportava una diversa coscienza della distanza storica e forniva strumenti per interrogare criticamente le autorità ricevute. La filosofia poteva dunque esprimersi anche fuori del trattato sistematico, attraverso lettere, dialoghi, scritti morali e discussioni legate a problemi determinati.

Questa prospettiva trovò espressione nell’Umanesimo italiano e nelle raccolte Medioevo e Rinascimento e Scienza e vita civile nel Rinascimento italiano. L’attenzione ai testi si accompagnava alla ricostruzione degli ambienti nei quali erano stati prodotti, delle controversie cui rispondevano e delle loro successive trasformazioni. Il Rinascimento emergeva così come un campo di esperienze differenti, nel quale il rinnovamento delle conoscenze investiva insieme la concezione dell’uomo, l’organizzazione della società e l’interpretazione della natura.

Nel corso del tempo Garin accentuò l’interesse per le tensioni e le inquietudini di questa cultura. Alla valorizzazione dell’impegno civile degli umanisti si affiancò una più marcata attenzione alla precarietà dell’esistenza, alla crisi degli ordinamenti politici e ai limiti dell’agire umano. Particolarmente significativa fu, in questo percorso, la rilettura di Leon Battista Alberti.

Filosofia, religione, magia e astrologia

Le questioni religiose furono presenti fin dall’inizio nelle ricerche di Garin. Gli studi su Pico della Mirandola affrontavano il problema della dignità dell’uomo entro una trama di tradizioni filosofiche e teologiche, interrogando il rapporto tra libertà, esperienza religiosa e aspirazione alla concordia. La componente cristiana dell’Umanesimo costituiva, soprattutto nei suoi primi lavori, un elemento decisivo per comprenderne il significato.

L’attenzione a Marsilio Ficino e a Pico lo condusse a studiare la circolazione dei testi ermetici e il loro incontro con il platonismo e il cristianesimo. La riscoperta di antiche sapienze, ritenute depositarie di verità religiose anteriori o parallele alla rivelazione cristiana, alimentava progetti di rinnovamento filosofico e spirituale. Magia ed ermetismo entravano pertanto nella ricostruzione della cultura rinascimentale come componenti necessarie per comprenderne le domande e le aspettative.

Un contributo particolarmente rilevante fu Lo zodiaco della vita, dedicato alle polemiche sull’astrologia dal Trecento al Cinquecento. Garin mostrò come la discussione sugli influssi celesti coinvolgesse questioni fondamentali: la libertà della volontà, la possibilità di prevedere gli eventi, il rapporto tra ordine naturale e provvidenza, la spiegazione delle vicende collettive. Le controversie astrologiche investivano anche la storia delle religioni e la possibilità di ricondurne l’origine e le trasformazioni a cause naturali. In questo quadro acquistava rilievo la critica di Pico all’astrologia divinatrice.

Lo studio di questi materiali contribuì a mettere in discussione una rappresentazione della nascita della scienza moderna fondata sulla semplice eliminazione di credenze considerate irrazionali. L’indagine sulla natura si era sviluppata anche attraverso tradizioni magiche e astrologiche, con intrecci che richiedevano di essere ricostruiti nei loro contesti specifici. Garin mantenne inoltre attenzione alle differenze interne a tali tradizioni, evitando di fare dell’ermetismo una spiegazione indistinta dell’intera cultura rinascimentale.

Per la storia del dissenso religioso, l’importanza delle sue ricerche risiede soprattutto nell’aver chiarito la complessità degli ambienti intellettuali nei quali maturarono nuove interpretazioni dell’uomo, della natura e del divino. La ricerca della concordia, la critica delle autorità e il recupero di tradizioni sapienziali potevano aprire possibilità di confronto, ma anche produrre tensioni con le definizioni dell’ortodossia. Il suo lavoro offre così strumenti essenziali per comprendere il terreno culturale sul quale si svilupparono controversie dottrinali e conflitti intorno alla libertà della ricerca.

Opere principali

  • Giovanni Pico della Mirandola. Vita e dottrina, Le Monnier, Firenze 1937.
  • L’umanesimo italiano. Filosofia e vita civile nel Rinascimento, Laterza, Bari 1952.
  • Medioevo e Rinascimento. Studi e ricerche, Laterza, Bari 1954.
  • La filosofia come sapere storico, Laterza, Bari 1959.
  • La cultura filosofica del Rinascimento italiano. Ricerche e documenti, Sansoni, Firenze 1961.
  • Scienza e vita civile nel Rinascimento italiano, Laterza, Bari 1965.
  • Ritratti di umanisti, Sansoni, Firenze 1967.
  • Dal Rinascimento all’Illuminismo. Studi e ricerche, Nistri-Lischi, Pisa 1970.
  • Rinascite e rivoluzioni. Movimenti culturali dal XIV al XVIII secolo, Laterza, Roma-Bari 1975.
  • Lo zodiaco della vita. La polemica sull’astrologia dal Trecento al Cinquecento, Laterza, Roma-Bari 1976.
  • Ermetismo del Rinascimento, Editori Riuniti, Roma 1988.
  • Umanisti artisti scienziati. Studi sul Rinascimento italiano, Editori Riuniti, Roma 1989.

Bibliografia

  • Felicita Audisio, Alessandro Savorelli (a cura di), Eugenio Garin. Il percorso storiografico di un maestro del Novecento, Le Lettere, Firenze 2003.
  • Olivia Catanorchi, Valentina Lepri (a cura di), Eugenio Garin. Dal Rinascimento all’Illuminismo. Atti del convegno, Firenze, 6-8 marzo 2009, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2011.
  • Michele Ciliberto, Eugenio Garin. Un intellettuale nel Novecento, Laterza, Roma-Bari 2011.
  • Tullio Gregory, Ricordo di Eugenio Garin, in «NormaleNews», 14 dicembre 2009.
  • Rita Sturlese, Dall’umanista letterato al filosofo mago: immagini di Ficino in Garin, in Olivia Catanorchi, Valentina Lepri (a cura di), Eugenio Garin. Dal Rinascimento all’Illuminismo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2011, pp. 75-101.
  • Cesare Vasoli, Gli studi di Eugenio Garin su Giovanni Pico della Mirandola, in Felicita Audisio, Alessandro Savorelli (a cura di), Eugenio Garin. Il percorso storiografico di un maestro del Novecento, Le Lettere, Firenze 2003, pp. 65-92.
  • Stefania Zanardi, Umanesimo e umanesimi. Saggio introduttivo alla storiografia di Eugenio Garin, FrancoAngeli, Milano 2019.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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