Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Eckbert di Schönau (Egbertus Schonaugiensis,1120 -1184), originario della Renania, rinunziò a una carriera mondana ed entrò nell’abbazia cistercense di Schönau nella diocesi di Treviri, dove divenne abate superiore nel 1166. Tra i primi predicatori che presero posizione nei confronti degli eretici di Monteforte, si servì dell’orazione sermonale per denunziare la mondanizzazione della Chiesa, mettendo a confronto cattolici e catari attraverso un dibattito aperto sulle controversie dottrinali, che convergevano sulle scritture interpretate alla luce di una sola verità teologica e spirituale. Eckbert aveva ricoperto una posizione preminente nella lotta al catarismo, predicando un ciclo di tredici sermoni antiereticali Sermones contra Catharos composti in Renania tra il 1163 e il 1167, dedicati a Rainaldo di Dassel (1167), in cui emerse per la prima volta il termine di ‘cataro’ - anche se è probabile che questa denominazione provenga direttamente dagli eretici - che rappresentò una testimonianza coeva contro l'eresia dilagante in Germania. Si trattava di un movimento già radicato in Occidente nel 1143 e che aveva creato in Renania una chiesa perfettamente organizzata con una propria gerarchia contrapposta a quella cattolica. I sermoni descrivevano il primo tentativo nel territorio latino-occidentale da parte di un dotto di cogliere l’essenza del catarismo dal didentro, sottolineando un carattere ideologico che sopravvisse ai suoi stessi membri, non legato essenzialmente a insegnamenti di una figura carismatica anziché un’altra. Quando era ancora un giovane canonico a Bonn, aveva avuto contatti personali con i catari e aveva analizzato da vicino la perseveranza dei loro evangelizzatori, che avevano cercato di divulgare la loro dottrina tra le genti e incrementare il proselitismo. In una data non meglio precisata, ad ogni modo successiva al 1163, Eckbert si adoperò di mettere a frutto la sua erudizione e padronanza della dottrina catara, per porre fine a uno stuolo sparuto di eretici nei pressi di Mainz (Magonza), che avevano condotto un’esistenza nascosta, riservata, oscura e poco appariscente per sfuggire alle persecuzioni, a dispetto di un’opposizione silenziosa ma ostinata e riluttante a rinunciare alla propria ideologia. Eckbert descrisse le credenze eretiche identificandole con il manicheismo, che aveva avuto tra i suoi adepti anche Sant’Agostino, ammettevano nel mondo due princìpi opposti, uno del bene e l’altro del male, in lotta eterna e necessaria tra loro, accusandoli di docetismo negatore della divinità del Cristo e di riservare una considerazione del mondo materiale come opera del diavolo. Sulla dualità dell’eresia, Eckbert aveva iniziato delle riflessioni sui testi agostiniani, anche se non era possibile desumere, argomentare e trarre in quali termini gli eretici introdussero l’origine e la natura del male, sennonché cedere la parola al vescovo d’Ippona. Ciò che aveva descritto Eckbert era il rito del consolamentum, ovvero il conforto, in cui si faceva ingresso nella ristretta cerchia dei cosiddetti ‘perfetti’ da cui proveniva in larga misura l’eresia, che però rimandava senza indugi a un’epoca più antica.
Fonti e bibliografia
- Eckbertus Schonaurensis, Adversus pestiferos foedissimosque Catharos […] Sermones ex penetralibus evangelicis et aliarum divinarum scripturarum armario deprompti. Ex quibus procul dubio fructum plurimum metet diligens lector et candidus, impensis Jaohannis Soteris, Colonia 1530.
- Robert Ian Moore, The Origins of European Dissent, Lane, London 1977. (Medieval Academy reprints for teaching; 30)
- Robert Ian Moore, The concept of heresy in the middle age (XI-XIII sec.), a cura di Willem Lourdaux e Daniël Verhelst, University Press, Leuven 1983. (Series: Mediaevalia Lovaniensis; 4).
- Lorenzo Paolini, Esiti ereticali della conversione della povertà in La conversione della povertà nell'Italia dei secoli XI-XIV. Atti del XXVII convegno storico internazionale (17-20 ottobre 1990), Centro italiano di studi sul basso Medioevo, Accademia tudertina, Spoleto 1991.
- Heinrich Fichtenau, Ketzer und Professoren. Häresie und Vernunftglaube im Hochmittelalter, C. H. Beck, München 1992.
- La cena segreta. Trattati e rituali catari, a cura di Francesco Zambon, Adelphi, Milano 1997 (Biblioteca Adelphi; 332)
- Luigi Gambero, Maria e lo Spirito Santo: un tema emergente negli autori medievali, in La Madre del Signore dal medioevo al rinascimento, a cura di Toniolo E. M., Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1998, pp. 130-156.
- Malmolm Lambert, I catari. Trad. It. Marco Conetti, Piemme, Cinisello Balsamo 2001.
- Documenti scartati, documenti reimpiegati. Forme, linguaggi, metodi per nuove prospettive di ricerca, a cura di Giuseppe De Gregorio, Marta Luigina Mangini, Maddalena Modesti, Società Ligure di Storia Patria, Genova 2023.
Article written by Nico Ciampelli | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]