Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Carlo Vincenzo Maria Ferreri (Nizza, 11 aprile 1682 – Vercelli, 9 dicembre 1742) è stato un cardinale domenicano, vescovo di Alessandria e di Vercelli e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Nacque da Bartolomeo Ferreri, consigliere di Stato, e da Caterina Thaon, in una famiglia appartenente alla nobiltà di servizio sabauda di Nizza. Lo zio paterno, omonimo e anch'egli domenicano, morto nel 1725, aveva esercitato l'incarico di inquisitore in cinque città dell'Italia settentrionale.
Entrato nell'Ordine dei predicatori, fu ordinato sacerdote il 15 marzo 1705. Conseguì il titolo di maestro in teologia il 21 maggio 1723 e insegnò teologia presso l'Università di Torino. Il 30 luglio 1727 fu nominato vescovo di Alessandria.
Il 6 luglio 1729 Benedetto XIII lo creò cardinale. Nell'ottobre successivo si recò a Roma e nel concistoro del 23 dicembre ricevette il titolo di Santa Maria in Via; nella stessa data fu trasferito alla sede vescovile di Vercelli.
Alla fine del 1729 entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio: fu nominato il 23 dicembre e giurò come cardinale inquisitore il 28 dicembre 1729. Morì a Vercelli il 9 dicembre 1742.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, Stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 38-42.
- Raymond Creytens, Les annotations secrètes du maître général Augustin Pipia OP sur l'examen ad gradus des Dominicains italiens (1721-1724), in «Archivum Fratrum Praedicatorum», 42, 1972, pp. 167-197, in particolare pp. 182, 190, 196.
- MORONI, vol. XXIV (1844), p. 193.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010, pp. 402-403.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]