Caccia alle streghe di Amelia

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La caccia alle streghe di Amelia fu un episodio di repressione antistregonica verificatosi nel 1446, che condusse alla condanna a morte di almeno due donne. La vicenda si inserisce nel quadro delle persecuzioni quattrocentesche dell’Italia centrale, caratterizzate dall’intreccio tra predicazione religiosa e iniziativa giudiziaria delle autorità secolari.

I procedimenti furono promossi dalla giustizia laica. Si può supporre un collegamento con la predicazione nel 1445 dei francescani osservanti Giacomo della Marca e Giovanni da Capestrano, ai quali le autorità cittadine si erano rivolte nella ricerca di predicatori.

Alla severità iniziale della repressione seguì un intervento delle stesse autorità cittadine per contenere il proliferare delle denunce.

Le testimonianze conservate nell’Archivio comunale comprendono notizie nelle Riformanze e una sentenza pronunciata contro Iohannola il 22 ottobre 1446.

Bibliografia

  • Vincenzo Tedesco, Nuove fonti per la storia della stregoneria nell’Italia centrale: la caccia alle streghe di Amelia del 1446, in “Bullettino dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo”, 126, 2024, pp. 315-347.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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