Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Bernardo Maria Conti (Roma, 29 febbraio 1664 – Roma, 23 aprile 1730) è stato un cardinale benedettino, membro della Congregazione del Sant’Uffizio.
Appartenente alla nobile famiglia dei Conti, era figlio di Carlo Conti, duca di Poli, e di Isabella Muti, nonché fratello maggiore di Michelangelo Conti, divenuto papa con il nome di Innocenzo XIII. Entrò sedicenne nella Congregazione cassinese dell’Ordine di San Benedetto presso il monastero romano di San Paolo fuori le mura. Fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1689.
Ricoprì diversi incarichi all’interno dell’ordine benedettino e fu abate di Santa Maria di Gangi, in Sicilia, e di Santa Maria di Farfa. Il 1º dicembre 1710 fu nominato vescovo di Terracina, Sezze e Priverno; ricevette la consacrazione episcopale il 4 gennaio 1711 dal fratello Michelangelo Conti, allora cardinale. A causa delle precarie condizioni di salute, nel giugno 1720 rinunciò al governo della diocesi.
Dopo l’elezione del fratello al pontificato, fu creato cardinale presbitero nel concistoro del 16 giugno 1721 e il successivo 16 luglio ricevette il titolo di San Bernardo alle Terme. Il 17 luglio 1721 fu incluso nelle congregazioni dell’Indice, delle Indulgenze e delle Immunità ecclesiastiche e del Sant'Uffizio. Entrò formalmente in carica come cardinale inquisitore il 23 luglio 1721, prestando il prescritto giuramento. Nei giorni e negli anni successivi giurarono davanti alla Congregazione anche alcuni membri della sua familia cardinalizia: il teologo Camillo de Conti, l’uditore Ottavio Silva, l’auditor studiorum Aloisio Paguli e altri collaboratori.
Fu inoltre nominato penitenziere maggiore e protettore della Congregazione cassinese. Partecipò al conclave del 1724, dal quale uscì eletto Benedetto XIII. Colpito già nel 1723 da un’apoplessia che gli aveva lasciato una parziale paralisi, prese parte anche al conclave apertosi nel 1730 dopo la morte di Benedetto XIII. Morì durante i lavori dell’assemblea, il 23 aprile 1730, in seguito a un nuovo attacco apoplettico. Dopo le esequie celebrate nella chiesa romana di Santa Maria in Via, la salma fu trasferita e sepolta nel santuario di Santa Maria della Mentorella presso Guadagnolo, del quale era stato abate commendatario.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de’ cardinali della Santa Romana Chiesa, 10 voll., Stamperia Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, pp. 194-196.
- Giuseppe Cascioli, Memorie storiche di Poli con molte notizie inedite delle famiglie Conti di Guadagnolo, S. Gregorio da Sassola, Casape, Gallicano ecc., Tipografia Editrice Romana, Roma 1896, pp. 190-191.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 359-360.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]