Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
Antonio Rovereto è stato un cittadino genovese processato per eresia nel 1582.
Rovereto aveva trascorso un periodo ad Anversa, dove era entrato in contatto con predicatori eretici, assorbendone le loro idee. Successivamente, cercò di tornare nella Chiesa cattolica rivolgendosi a figure spirituali locali, ma il suo pentimento non fu ritenuto sufficiente dall'Inquisizione di Genova.
Durante il processo, Rovereto presentò come prova di assoluzione una bolla papale, apparentemente ottenuta grazie a un editto di grazia, che dichiarava estinta la sua colpa senza necessità di abiura. Tuttavia, l’Inquisizione genovese, che richiese un parere sul caso alla Congregazione del Sant'Uffizio (che si dimostrò severa, suggerendo di sottoporre Rovereto a tortura), considerò questa documentazione insufficiente e contestò la mancata osservanza delle prescrizioni indicate. Di conseguenza, Rovereto fu condannato a cinque anni di galera e diciotto mesi di carcere. Durante la detenzione, Rovereto, già gravemente malato e che doveva mantenere una famiglia numerosa, fece appello alla misericordia delle autorità ecclesiastiche, senza però ottenere alcuna grazia.
Bibliografia
- Paolo Fontana, I confini della Repubblica e i confini della fede. Eresia e inquisizione nella Repubblica di Genova tra XVI e XVII secolo tra centro e periferia, in Controllare il territorio. Norme, corpi e conflitti tra medioevo e prima guerra mondiale, a cura di Livio Antonielli e Stefano Levati, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2013, pp. 469-488.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]