Alciati, Andrea

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Andrea Alciati o Alciato (Milano, 8 maggio 1492 - Pavia, 12 gennaio 1550) è stato un umanista e giurista, tra i maggiori protagonisti del rinnovamento cinquecentesco degli studi giuridici.

Cenni biografici

Figlio di un ricco mercante e di una nobildonna, ebbe fin da giovane maestri umanisti del calibro di Aulo Giano Parrasio, Giovanni Lascaris e Demetrio Calcondila. Integrò la formazione filologica e umanistica, fondata su una profonda conoscenza del latino e del greco, con lo studio del diritto a Pavia, Bologna e Ferrara, conseguendo il dottorato e intraprendendo quindi l'attività forense a Milano.

Dal 1518 al 1522 insegnò diritto ad Avignone e il suo prestigio crebbe rapidamente fino a farlo ritenere uno dei più autorevoli giuristi europei della sua generazione. Nel 1522 rientrò a Milano, esercitandovi l'avvocatura, ma fu nuovamente ad Avignone dal 1527 al 1529. Dal 1529 al 1533 insegnò a Bourges, destinata a divenire uno dei maggiori centri europei dell'umanesimo giuridico e, negli stessi decenni, un importante luogo di circolazione delle idee religiose della Riforma. Proseguì quindi l'insegnamento a Pavia dal 1533 al 1537, a Bologna dal 1537 al 1541, nuovamente a Pavia nel 1541-1542 e a Ferrara dal 1542 al 1546. Tornato infine a Pavia, vi morì nel 1550.

Alciati fu uno dei principali esponenti della giurisprudenza umanistica e contribuì in maniera decisiva all'affermazione di quel metodo di studio del diritto romano che prese il nome di mos gallicus, in contrapposizione al tradizionale mos italicus di ascendenza bartolista. Il nuovo indirizzo poneva al centro la lettura diretta e critica delle fonti del Corpus iuris civilis, interpretate mediante gli strumenti della filologia, della storia, dell'epigrafia e della conoscenza delle lingue classiche. Alciati non respinse tuttavia in blocco la tradizione giuridica medievale: il suo metodo mirava piuttosto a correggerne le stratificazioni esegetiche e a ricondurre i testi romani al loro contesto storico e linguistico. Il suo insegnamento a Bourges ebbe in tal senso una profonda influenza sullo sviluppo della cosiddetta scuola culta francese e sulla successiva generazione di giuristi umanisti.

Alla vasta cultura giuridica unì interessi storici e letterari. Gli Emblemata, pubblicati per la prima volta ad Augusta nel 1531 e successivamente ampliati e ristampati numerose volte, inaugurarono una fortunatissima tradizione editoriale e figurativa destinata a esercitare una larga influenza sulla cultura europea del Cinquecento e del Seicento. Importanti furono inoltre i suoi studi di storia milanese, di epigrafia e sugli autori classici.

Inserito nelle grandi reti dell'umanesimo europeo, intrattenne rapporti epistolari con Erasmo da Rotterdam e con Bonifacio Amerbach. Particolarmente significativa è la Contra vitam monasticam epistula, composta negli anni giovanili e indirizzata all'amico Bernardo Matti, entrato nell'ordine francescano. Nel testo Alciati formulava una dura critica di numerosi aspetti della vita monastica, delle pratiche devozionali e degli abusi del clero regolare, con argomentazioni nelle quali è evidente anche l'influenza dell'umanesimo erasmiano. L'opera, rimasta a lungo manoscritta e pubblicata soltanto nel 1695, fu posta all'Indice con decreto del 22 dicembre 1700.

Anche l'atteggiamento di Alciati nei confronti della Riforma protestante è stato oggetto di discussione storiografica. Alcune testimonianze epistolari hanno indotto a individuare, soprattutto durante il soggiorno francese, una fase di interesse e di relativa apertura verso le prime istanze riformatrici e verso Martin Lutero, alla quale fece seguito negli anni successivi una posizione più nettamente antiprotestante. La sua traiettoria intellettuale si colloca dunque pienamente nel complesso intreccio tra umanesimo, rinnovamento degli studi, critica ecclesiastica e frattura confessionale che caratterizzò i primi decenni del Cinquecento.

Suo allievo e parente fu Francesco Alciati, destinato a divenire cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio sotto il pontificato di Pio IV e tra le figure di maggior rilievo della Congregazione del Concilio.

Testi on line

Bibliografia

  • Roberto Abbondanza, Alciato, Andrea, in DBI, vol. 2, 1960.
  • Gian Luigi Barni, Le lettere di Andrea Alciato giureconsulto, Le Monnier, Firenze 1953.
  • Annalisa Belloni, Andrea Alciato fra simpatie luterane e opportunismo politico, in Margarita amicorum. Studi di cultura europea per Agostino Sottili, a cura di Fabio Forner, Carla Maria Monti e Paul Gerhard Schmidt, Vita e Pensiero, Milano 2005, pp. 117-143.
  • Denis L. Drysdall, Andreae Alciati Contra Vitam Monasticam Epistula - Andrea Alciato's Letter Against Monastic Life. Critical Edition, Translation and Commentary, Leuven University Press, Leuven 2014.
  • Domenico Maffei, Gli inizi dell'umanesimo giuridico, Giuffrè, Milano 1956.
  • Giovanni Rossi, Alciato, Andrea, in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Diritto, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 2012, on line.
  • Paul-Émile Viard, André Alciat, 1492-1550, Sirey, Paris 1926.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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