Orsi, Agostino Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Agostino Francesco Orsi, in religione Giuseppe Agostino (Firenze, 9 maggio 1692 - Roma, 13 giugno 1761), è stato un teologo domenicano, storiografo e cardinale, segretario della Congregazione dell’Indice, maestro del Sacro Palazzo e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.

Nato da una famiglia di condizione borghese, studiò grammatica, retorica e filosofia a Firenze. Il 10 febbraio 1710 entrò nell’ordine domenicano nel convento di San Domenico di Fiesole, appartenente alla Congregazione osservante di San Marco, assumendo il nome religioso di Giuseppe Agostino, con il quale è prevalentemente conosciuto e sono pubblicate le sue opere. Completò la formazione tra Fiesole e Firenze e insegnò nel convento fiorentino di San Marco. Il 20 ottobre 1728 ottenne dal Sant’Uffizio una licenza triennale per la lettura dei libri proibiti.

Nel 1731 fu chiamato a Roma dal cardinale Neri Maria Corsini, del quale divenne teologo, prestando giuramento il 4 maggio. Il 23 gennaio 1732 fu nominato consultore della Congregazione dell’Indice e nello stesso anno divenne cattedratico della Biblioteca Casanatense. La nomina a segretario dell’Indice risale al 2 dicembre 1738, cui seguì il breve pontificio del 12 dicembre.

Il 27 aprile 1749 Benedetto XIV lo nominò maestro del Sacro Palazzo; il 29 aprile prestò giuramento come consultore del Sant’Uffizio. Clemente XIII lo creò cardinale il 24 settembre 1759. Il successivo 19 novembre ricevette il titolo di San Sisto ed entrò nelle Congregazioni del Sant’Uffizio, dell’Indice, di Propaganda Fide e dei Riti; fece parte anche della Congregazione per la correzione dei libri della Chiesa orientale. Il 30 novembre Tommaso Maria Mamachi prestò giuramento come suo teologo.

L’attività negli organismi censori si accompagnò a una vasta produzione teologica e storica. Già negli anni fiorentini intervenne nelle controversie sulla morale, contestando le tesi del gesuita Carlo Ambrogio Cattaneo sull’uso delle parole e sulla dissimulazione. Negli scritti successivi affrontò questioni relative alla grazia, ai sacramenti e alla disciplina della Chiesa antica. Difese inoltre l’autorità dottrinale del pontefice, le sue prerogative nei confronti dei concili e la legittimità della sovranità temporale papale.

Vicino a Giovanni Gaetano Bottari e agli ambienti antigesuitici romani, unì il rigore morale e le relazioni con esponenti filogiansenisti a una ferma difesa del primato pontificio. Partecipò inoltre alla preparazione della riforma delle procedure dell’Indice promossa da Benedetto XIV, sostenendo un esame dei libri affidato a persone competenti e forme di difesa degli autori sottoposti a censura.

La documentazione censoria registra suoi pareri su opere di Pierre Boyer, Isaac-Joseph Berruyer, Jean-Baptiste Duchesne, Charles Fell e Jean-Alphonse Turrettini. Negli ultimi anni si occupò anche dell’Encyclopédie, del Giornale enciclopedico di Liegi e delle Novelle letterarie fiorentine. Nel procedimento contro l’Encyclopédie sostenne la linea intransigente, ritenendo insufficienti le correzioni proposte per l’edizione lucchese.

La sua principale opera storica fu Della Istoria ecclesiastica, pubblicata in ventuno volumi, l’ultimo postumo nel 1762, e successivamente continuata dal domenicano Filippo Angelico Becchetti. L’impresa intrecciava erudizione e controversia, proponendo una ricostruzione della storia della Chiesa orientata alla difesa delle prerogative romane.

Morì a Roma il 13 giugno 1761.

Bibliografia

  • Giovanni Gaetano Bottari, Elogio storico dell’eminentissimo signor cardinale Fr. Giuseppe Agostino Orsi, in Giuseppe Agostino Orsi, Della Istoria ecclesiastica, Stamperia di Pallade presso Niccolò e Marco Pagliarini, Roma 1762, vol. XXI, pp. 1-53.
  • Adelisa Malena, Orsi, Agostino Francesco, in DBI, vol. 79 (2013).
  • MORONI, vol. XLIX (1848), pp. 144-145.
  • Alfonso Prandi, La «Istoria ecclesiastica» di P. Giuseppe Orsi e la sua genesi, in "Rivista di storia della Chiesa in Italia", 34, 1980, pp. 430-450.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 914-919.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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